Fuori salone? forse era meglio dentro il salone.L'evento è stato un successo per numero di visitatori,addetti ai lavori e pubblico di curiosi. Ho trovato poco incisivo il fuori salone, spesso dispersivo, non in linea con i tempi di una economia in netta difficoltà, di un paese alla ricerca di nuovi valori e contenuti culturali che richiamino il quotidiano, del bisogno e dell'utilizzo. Mi pare che il progresso e il mutamento dell'oggetto, siano arrivati ad una ripetitività della forma che vede il design in generale, fermo all'oggetto fine a se stesso, dimenticando la vera sostanza. Non occorre, d'altra parte, sottolineare il pericolo insito nell'abbandono incondizionato alla moda, che può condizionare l'autenticità e la freschezza del designer. Vi sono stati periodi,dove il pregio dei materiali e l'accuratezza del progetto hanno avuto un ruolo principe nella valutazione degli accessori,degli utensili,dei complementi all'arredo, senza dare un valore puramente ideale ma pratico e funzionale,pensando a una produzione legata all'industrializzazione del prodotto. I mutamenti veloci della società contemporanea, non hanno il tempo di assorbire la volontà di un mercato che guarda al profitto, attraverso il lancio di prodotti sempre nuovi, dove l'anima non è la bontà del prodotto,ma la pubblicità che si crea intorno ad esso, potremmo dire molto fumo e niente arrosto.Il fuori salone credo abbia toppato nel volere a tutti i costi proporre più cose,scontate e già viste.Il design è...
insito nel nostro modo di guardare all'arte in ogni sua sfaccettatura,non serve guardare continuamente a ciò che ci propinano i tanti nomi stranieri, a cui facciamo piedistalli di genialità espressiva come punto di riferimento. Non vorrei usare aggettivi pesanti,ma le tante proposte viste(sedie,tavoli,poltrone,oggettistica in genere,cucine da guardare e non usare,ecc...) ,sono la copia rivisitata delle cose di sempre. Oggi i progettisti di nome sono contesi dalle grandi imprese, che vogliono la firma prestigiosa, l'ultimo grido del design che arriva da lontano, magari dalla cina, dal giappone, dai paesi nordici, dove regna l'era del contrasto, del vecchio e del nuovo,del colore, dell'improbabile, dell'incompleto,del rovescio che ha scalzato il diritto. l'era dell'essere e del nulla.
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