mercoledì 27 aprile 2011

Il peso delle parole.

- Di Stefano Molinelli


- “Tante parole, insinuazioni, articoli, dicerie senza alcun riscontro, il tutto a bersaglio di chi ha svolto un ruolo pubblico con impegno e attenzione, stando alle direttive fornitegli dal sindaco Baldi e dalla sua giunta. Il danno e la beffa quindi. Gli uomini sbagliano, ragionano, correggono, scelgono la strada, condividono un percorso fino a quando il percorso è sostenibile, percorribile, in sintonia con chi collabora per un fine comune. Le strade poi si dividono. Gli interessi diventano altri quando vengono a mancare presupposti programmatici, trasparenza, stima e intenti.
Lo sanno tutti: non sono un yes-man e non obbedisco per ottenere una poltrona. La chiusura del comparto industriale non è stata una mia volontà. Io l’ho subita e dovuta accettare. Ne è prova che appena qualcuno si è accorto che non ero comprabile ha fatto in modo che non potessi continuare con i mie compiti e mi impedì di fatto di concludere il mandato, infatti la carica decade automaticamente nel momento in cui non esiste più la causa che l’ha generata. Ed è per questo motivo che sono uscito, dimettendomi, dal PdL. C’è chi sa e si guarda bene nel non spiegare, ma io ho buona memoria..


La sua chiusura mi ha visto estromesso anche da altri incarichi affidatemi dalla stessa amministrazione che oggi mi colpisce e per la quale molto mi sono impegnato prima e dopo il voto. Mi sono sempre chiesto come mai prima ben voluto e sostenuto da sindaco e giunta e poi improvvisamente escluso con ingiuria appena spostatomi in altro partito, Lega Italia, sempre però nell’area di centro destra. Da quel momento non c’è stato più posto per  Molinelli, quello sempre pronto e disponibile, attento e propositivo alle iniziative per la città e l’interesse comune guardando al pratico e al futuro.




Sono un uomo tranquillo, deciso e consapevole. Ho dei figli ai quali raccontare un percorso di vita, spiegare il significato arbitrario delle illazioni sommarie attribuite al loro padre. Tante domande e tanti perché, ma ho una reputazione e come tanti una professione da svolgere per esserne gratificato, ma anche perché non vivo di una rendita divina, ma del faticoso percorso di ogni giorno. Sulla mia onestà non transigo.
Oggi, non facendo più parte di questa coalizione, che mi vede distante per idee e progetti futuri ma sempre attento osservatore dello sconvolgimento intrapreso da questa amministrazione nella gestione delle risorse, del territorio, della stessa forza lavoro, mi trovo da uomo libero ad esprimere le mie opinioni. Opinioni che non riguardano i singoli ma come questi si sono trasformati appena raggiunta una posizione. Le “guerre” in politica si combattono attraverso le opinioni, sulla bontà o meno di un progetto, sulle idee e sulla condivisione. Da sempre, ho imparato a fare nomi e cognomi, date e situazioni. Da sempre conservo e annoto le cose con date, riferimenti e documentazione.
Ho sottolineato il mio disinteresse a occupare il posto da consigliere se fosse arrivato il mio turno (il mio attuale partito Lega Italia non lo consente salvo casi eccezionali). Nella gestione degli incarichi svolti nei due anni passati, credo di poter dire senza essere contraddetto di averli svolti con diligenza e in accordo alle delibere del sindaco e della giunta. Quella stessa giunta che oggi mi ritiene un nemico, non un semplice avversario, volendomi attribuire malefatte che sanno di umorismo gratuito, coinvolgendo indirettamente l’associazione di cui sono co-fondatore, Tradizione e Futuro, nata da qualche mese e già bersaglio di critiche e aggettivi inopportuni quanto pesanti. Lo stesso vale per Lega Italia, partito nazionale nel quale occupo una posizione di rilievo.
Non ultimo ma in primis, come detto ho una famiglia e dei figli, come i tanti che cercano di infangare il buon nome delle persone. Non sarà certo Molinelli a scendere a questi livelli, accettando le provocazioni, le mezze frasi, gli attacchi gratuiti. Quando i fatti arrivano ad essere diffamanti le opportunità che restano sono poche. Quasi inevitabile richiamarsi a ciò che consiglia la giurisprudenza e quindi la legge. Così, mio malgrado, il mio avvocato sta assumendo tutta la documentazione necessaria ai fini di  poter procedere in altre più consone sedi, che non siano il botta e risposta sulle pagine dei giornali e l’arena mediatica tanto cara ai miei detrattori.
Mi rendo perfettamente conto che in questi casi può risultare facile avere alle spalle una giunta intera che accusa e non un singolo individuo, cambia il potere di acquisto e di gestione.
E’ la legge del branco: insieme ci si sente più forti, singolarmente non si ha neppure il coraggio di guardarti negli occhi.  Ciò non spaventa né me né i legali.
Credo che oggi più che mai ci si debba impegnare, dal livello nazionale al livello comunale, per offrire ai cittadini un rinnovamento della classe politica, che per ritornare ad essere ascoltata da tutti e da qualsiasi classe sociale dovrà essere più etica, più capace, più attenta, più giovane e meritocratica dell’attuale. Per questo continuo a lavorare in politica ed è questo il mio vero sogno, nessun altro. Dobbiamo lasciare ai nostri figli una società migliore. Noi ne abbiamo il dovere, loro ne hanno il diritto.

Ora, ritornando ai fatti locali, il mio buon senso mi suggerisce, ancora una volta, di offrire la possibilità ad un dialogo aperto. Un dialogo chiaro e a quattrocchi che chiarisca la discordanza delle tesi ad oggi espresse nei miei confronti e nei confronti dei compiti a me contestati, che al momento non so neppure quali siano, dal signor sindaco e dai suoi assessori con i quali fino a ieri ho collaborato. Attendo paziente un gesto rasserenante dai tanti che mi vogliono lapidare senza spiegare i veri motivi di un gesto così deplorevole e pericoloso.

A qualcuno dico inoltre di ritornare ai fatti e a un riordino delle idee, che distinguono il buon senso delle persone capaci da quelle che non lo sono e vivono di meschinità.” -



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