lunedì 27 giugno 2011

QUANDO HA RAGIONE HA RAGIONE

Di Vito De Santis

Da un paio di giorni è tornata alle cronache la vicenda della famiglia ROM, che rischia di essere sfrattata da uno stabile di Via Parini.
Occorre ricordare che, circa un anno fa, questa famiglia era stata allontanata, per ovvi motivi, da un classico campo ROM fatto di capanne e di lamiere.
Per gentile concessione di un cittadino egiziano, era stata data la possibilità alla famiglia di abitare in uno stabile di via Parini per tre mesi, che sono diventati un anno.
Oggi apprendiamo che le condizioni in cui la famiglia vive sono quasi peggiori di quelle del campo ROM e che i coinquilini hanno lanciato delle accuse di accattonaggio e di disturbo della quiete pubblica che, se vere e unite alla condizione igienica in cui versa l’ immobile, meritano di approfondimenti.
L’ esistenza di un comitato dei “giovani solidali antirazzisti” (che, per inciso non ha protestato per nulla quando, poco più di un anno fa, la stessa sorte è toccata ad un italiano ed in uno stabile del comune) è comunque meritevole di ammirazione se non altro per il fatto che, con mia profonda felicità  (e lo dico senza ironia), scopro che ci sono ancora giovani disposti a lottare per qualcosa e che...
non accolgono passivamente ciò che gli accade attorno.
Ma al di la di questa mia, personalissima, ammirazione va ricordato che viviamo in uno Stato di diritto, in un sistema legislativo tra i più avanzati del mondo, nel quale, tra leggi e leggine, emerge una certezza che è alla base della nostra democrazia e cioè: i diritti di ogni individuo finiscono (o si fermano) quando cozzano o invadono i diritti di qualsiasi altro individuo.
Ed in questo caso sono intaccati il diritto all’ igiene ed alla sicurezza dei coinquilini di questa famiglia, oltre al diritto di proprietà dello stabile.
Naturalmente il Sindaco ha predisposto un’ ordinanza di sgombero. Raccogliendo non pochi attacchi, al limite, e mi dispiace, dell' ostentazione della demagogia.
L’ ordinanza va, purtroppo, eseguita.

Ritengo che non sia questo il modo di risolvere la questione ROM, ma che occorra trovare soluzioni largamente condivise anche a livelli più alti, tenendo sempre presente che chi sbaglia paga, qualunque sia la sua nazionalità.

Dura lex, sed lex

Vito De Santis

5 commenti:

  1. Che??? Scusa, ma io di ammirazione per chi lotta in difesa dell'illegalità non riesco a provarne affatto.

    Mi dispiace constatare come manchi il coraggio di dire le cose come stanno senza cedere a quella piaga contemporanea che si chiama politically correct.

    RispondiElimina
  2. Caro Stefano.

    L' ammirazione non è rivolta alla specifica battaglia ma al fatto che ci sono ancora giovani che fanno delle battaglie, giuste o sbagliate che siano, perchè, credimi, la mia paura più grande sono i giovani.
    Li vedo anemici, non si avvicinano alla politica, non hanno più gli ideali che avevamo noi una volta, questo mi fa paura.
    Basta sondare la loro voglia di impegnarsi, poi sta a noi cosiddetti "politici" metterli sulla strada giusta.

    Io ho vissuto una vita politica intera dalla parte di chi combatteva per l' idea sbagliata e, se non comprenderli, posso capirli.

    RispondiElimina
  3. Credo che sia un problema di ideologie, non di idee.
    Questi non difendono i diritti di tutti, ma di alcuni.
    Ed è proprio quando queste ideologie sono inculcate nei giovani, che a me fanno paura.
    La storia di questo paese dovrebbe averci insegnato che in casi come questo la condanna deve essere sempre netta, senza pericolosissime zone d'ombra e ambiguità.
    Naturalmente spero di sbagliarmi.

    RispondiElimina
  4. Se un giovane lotta a favore di forme di illegalitá io preferisco di gran lunga il giovane che non si impegna, che almeno non fa danni. Che si prendano in casa loro per qualche mese questi zingari dediti al parassitismo e all'illegalitá, che inizino loro a dare il buon esempio, poi ne riparliamo. Quanto a voi di Tradizione e futuro, come al solito usate il cerchiobottismo che vi contraddistingue. Non è questo (l'ordinanza di sgombero) il modo di risolvere la questione? E quale sarebbe il giusto modo secondo voi, una bella casa popolare pagata dal contribuente regalata a chi vive di furto, accattonaggio e talvolta di prostituzione minorile?

    RispondiElimina
  5. Anonimo ma Lei riesce a comprendere la lingua italiana o ne usa una personale distorta alla bisogna.

    Riesce a girare la frittata in modo, e lo dico senza ironia, encomiabile.

    Io avrei detto "non è questo (l' ordinanza di sgombero) il modo di risolvere, ecc, ecc, ecc....) ma allora la frase "l' ordinanza va, purtroppo, eseguita. [Purtroppo è riferito al fatto che lo facciamo a fronte della presa di coscienza del fatto, che un' altro tentativo di far integrare i ROM nella nostra società è palesemente fallito]

    Ritengo non sa questo il modo di.... è riferito alle proteste di quei ragazzi, che pensano che fermando lo sfratto di Omar possano risolvere un problema di integrazione (quello dei ROM e di tutti i paesi che li ospitano) con una protesta contro il Sindaco, reo di aver ristabilito la legalità e, ripeto, noi lo critichiamo ma siamo anche capaci di dargli ragione quando ne ha da vendere.

    RispondiElimina