mercoledì 8 giugno 2011

Referendum: La cosa giusta è andare a votare.

- Di TF


Referendum 12 - 13 giugno 2011: 
la cosa giusta è andare a votare.


Noi abbiamo fatto una scelta di campo, come sempre facciamo se vogliamo discutere seriamente di politica e di libertà. In questo caso trattasi soprattutto di libertà di opinione. Il referendum è veramente l'unico strumento democratico e libero che il cittadino possiede per esprimere una scelta che davvero modifica la sorte di un Paese. Il voto politico, per l'attuale legge elettorale, non rappresenta più da molto tempo questo principio. Ma questo è un altro discorso che prima o poi, com'è nostra abitudine, affronteremo.
Per chi ancora non lo sapesse, abbiamo risposto ai 4 referendum con 
SI - SI  per i 2 questiti rivolti all'acqua
NO per il quesito sul nucleare
SI per il quesito sulla giustizia
Va detta però la cosa fondamentale, e cioè: qualunque sia la scelta che ognuno di noi farà, nella piena libertà di scelta e democrazia, aldilà che voglia seguire o no le indicazioni del suo partito o del suo movimento, 
IMPORTANTE E' CHE SI VADA A VOTARE DOMENICA 12 E LUNEDI' 13. 
Non si raggiunge il quorum da oltre 15 anni. Oltre che un dovere, è...
una questione di cultura e di civiltà. Anche questo piccolo gesto potrebbe significare l'inizio di un grande cambiamento. Soprattutto alla base. Soprattutto per le generazioni future.
Questa è l'unica vera indicazione di voto che TF vuole sottolineare. Aldilà di qualsiasi risultato finale.
Promuovere l'astensionismo, come lo promuovono Lega Nord e PdL, camuffando le loro "non scelte" in parole quali "libera scelta", vuol dire promuovere il cancro nella politica e nel diritto civile. Vuol dire non voler far progredire il Paese. Vuol dire non voler ascoltare la voce dei cittadini o, come direbbe ancora qualcuno, il popolo sovrano. Vuol dire uccidere la libertà. Abbattiamo questo muro.

9 commenti:

  1. Cosa c'è di non libero nello scegliere di astenersi (sapendo bene che l'astensione è un voto vero e proprio)? Rispetto per tutti, prima di parlare a vanvera di libertà.

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  2. Anonimo assolutamente daccordo con Lei sul fatto che una prassi consolidata da ormai tanto tempo, fa passare l' astensione come una esplicita dichiarazione di voto. Ma il voto che dichiara l' astenuto formalmente non è un "NO" tantomeno un "SI" è un "NI" che implicitamente significa "mi astengo perchè non credo nello strumento referendario". E' naturale che si astenga chi vuole che le cose restino come sono.
    Quindi l' astensione non può essere considerata una dichiarazione di voto contro uno o l' altro quesito ma un boicottaggio dello strumento referendario.

    E' chiaro che il fallimento di tutti i referendum per mancato raggiungimento del quorum da 20 anni a questa parte, porterà, come naturale conseguenza, il legislatore o i comitati promotori a prendere atto dell' inutilità di questo strumento che, in tempi in cui ci dobbiamo sorbirci un Parlamento di "nominati" scelti tra i più lecca..., rimane l' unico vero strumento di interazione del cittadino nella vita amministrativa, l' ultimo vero baluardo di democrazia DIRETTA.

    Provi a pensare se gli Italiani si fossero astenuti al referendum MONARCHIA/REPUBBLICA, DIVORZIO, ABORTO, FIANZIAMENTO AI PARTITI, ci saremmo trovati a questioni (condivisibili o no) che la politica non sarebbe stata capace di risolvere per i soliti interessi di parte.

    Questo astensionismo divenuto prassi si riverbera sullo strumento referendario tanto da incidere persino sui referendum confermativi (si ricorda l' ultimo referendum confermativo sulla proposta di modifica della Cost.anno 2006? Parteciparono quattro gatti (52,46% inclusa la circoscrizione estero) e visero i "NO" evidentemente sostenuti dai Partiti più ideologizzati e più radicati sul territorio), un' occasione persa.

    Un Presidente del Consiglio, un Ministro non può permettersi il lusso di invitare gli Italiani a boicottare (questo è il significato dell' astensionismo) uno strumento Costituzionale... ma non giurano sulla Costituzione?

    Il giorno in cui lo strumento referendario che, ripeto, rappresenta una delle più alte espressioni di democrazia, ci sarà tolto... bene allora ci accorgeremo che avremo perso per sempre un pezzo di sovranità.

    Questo è il nostro parlare a vanvera...

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  3. L'astensione non è un no all'istituto referandario, ma un no ai quesiti.
    Mischiare le due cose è del tutto pretestuoso, per non dire scorretto.
    L'astensione è assolutamente legittima e se meditata ha la stessa dignità e valore di un voto.

    Mi cita poi l'esempio del referendum costituzionale del 2005: lo ricordo benissimo, ma forse è lei che dimentica di trattandosi di referendum costituzionale confermativo, NON prevede alcun quorum. Utilizzare proprio quello per avvalorare la tesi sui presunti danni prodotti dall'astensione, mi perdoni, è un clamoroso autogoal.

    Il referundum è sicuramente un ottimo strumento di democrazia diretta, ma farne un uso strumentale e spesso ideologico ne svilisce il significato molto più di una astensione meditata.

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  4. Anonimo è possibile che Lei riesca a fare solo polemica?

    Le ho citato il referendum confermativo del 2006 (si informi), perchè la popolazione di questo Paese raggiunge circa i 60.000.000 qualcuno non segue la politica ed i telegiornali, e magari non legge tutte le sere la Carta Costituzionale, ho parlato di riverberi negativi perchè il rischio è che, a lungo andare e dopo i continui fallimenti dei referendum, i meno informati che, come diceva De Andrè, spesso sono la maggioranza, accomunino i due tipi di referendum e la partecipazione scarsissima al voto in quel referendum potrebbe esserne una conferma... altrimenti non si capisce la scarsa partecipazione ad un referendum che poteva sancire una svolta epocale del sistema Italia.

    La ringrazio per la spiega sulla differenza tra un Referendum confermativo e un Referendum abrogativo, ma la conoscevo già. Di referendum importanti ne ho citati anche altri ma i paraocchi le hanno impedito di leggere quel particolare.

    Vito De Santis

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  5. Il referendum su monarchia e repubblica non aveva obblighi di quorum.
    Nel caso dei due referendum su divorzio e aborto ha vinto chi non voleva modificare la legge; in caso di mancato raggiungimento del quorum il risultato sarebbe stato identico: la legge non sarebbe stata modificata.
    Il finanziamento ai partiti poi, non è stato certo abolito ma solo "trasformato".
    Meno imprecisioni, grazie.

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  6. Anonimo hai detto tutto tu. Grazie

    Vito De Santis

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  7. @Anonimo:
    Votare è un atto di libertà pura, incondizionata e incondizionabile. Esprimere una scelta, in un vero Paese democratico, è una diritto civile e un dovere di ogni persona. Esprimere una scelta col voto è davvero l'ultimo avamposto che possediamo di democrazia diretta.
    Detto questo, Le dimostro un'altra forma di educazione e democrazia: mai dire agli altri ciò che non ti vorresti sentir dire. Io non Le ho mai detto che Lei parla a vanvera quando si esprime su valori come la libertà. Ho semplicemente ribadito una mia opinione: l'astensionismo non è un voto, è un cancro.
    Ora la conclusione la tragga Lei.
    La ringrazio e Le auguro una buona giornata.

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  8. Visto che la mia astensione è una scelta assolutamente legittima e ponderata, non mi sembra minimamente nelle condizioni di dimostrare democrazia e educazione nel momento in cui definisce questa scelta un cancro.
    Le mie conclusioni sul vostro concetto di libertà e democrazia le ho già tratte a partire dal messaggio originario, stia tranquillo.

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  9. @Anonimo:
    Lei assomiglia molto ad un politico che conosco, molto polemico, poco consigliere, molto influenzabile e poco indipendente.
    Senza offesa alcuna, non è mia intenzione, spero che non se la prenda a male. Non so perchè glielo dico, ma ho una strana sensazione nel cercare invano di dialogare con Lei: pur rispettando la sua opinione Lei trova sempre il modo per irritare chi le sta dando risposta e continuare a polemizzare su tutto..probabilmente troverà qualcosa anche in questo ultimo scritto.
    Lo chiami istinto, o sopravvivenza, non so perchè lo dico..ma è così. Mi ricorda proprio lui.. e devo dirLe che ultimamente non è un buon ricordo. Nutro sempre la speranza che possa guardarsi dentro con umiltà e ritornare in parte ciò che era prima, e comunque non gli porto rancore. Ognuno sceglie la propria strada. Io di solito però percorro la mia senza "asfaltare" gli altri per toglierli di mezzo.
    Comunque grazie e continui a seguirci. Sarebbe molto bello se firmasse i suoi interventi con nome e cognome reali. Noi lo facciamo quando scriviamo sia sul nostro blog sia su altri blog. Verifichi. Non le sarà difficile...

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