La domenica, in Via Cavour 13 a Gorgonzola.
"parole in libertà...il Manifesto di Marinetti
rappresenta ancora oggi l'attualità del concetto
di apertura e spaccatura degli schemi..
di "Parole in Libertà".
La distruzione del periodo tradizionale,
l'abolizione dell'aggettivo, dell'avverbio e della
punteggiatura ...Il Futurismo"
Riceviamo e pubblichiamo una bella email ricevuta oggi dopo
pranzo, dopo la chiusura della sede.
"Domenica, 24 Luglio 2011. Che bella giornata. Uscito col dubbio, dopo una notte fin troppo fresca e bagnata, con grandine e tuoni, esco presto di mattina e mi prendo un caffè in Piazza.. Una sigaretta, i giornali, due passi e due chiacchiere. Ma non i soliti passi. Non le solite chiacchiere di ogni domenica. Da lì a poco una bella sorpresa mi ha accolto in Via Cavour, Al civico 13 ritrovo vecchi amici e persone che non vedevo da un po’ e …
grazie, proprio una bella idea. Una piccola sede, con tanto verde, arredata con garbo e con le disponibilità di chi toglie qualcosa di suo per renderlo agli altri, ricca di quadri e belle idee, tante ancora da sviluppare. Si vede che siete agli inizi ma che portate l’esperienza di chi crede nella forza dell’incontro, del dialogo, dello scambio e delle diversità, intese come risorse. Si vede che volete proporre qualcosa di nuovo, di azzardato se volete, certamente di coraggioso, ma con la sicurezza di chi ci crede e vola sopra i giudizi altrui. Quattro sedie all’aperto nello spazio carrabile, una copertura, due tavolini e tanta libertà. Tante parole in libertà. Finalmente, penso io..qui si può dire ciò che si pensa e si ascoltano gli altri. Si comunica e ci si confronta. Come in un Cafè Culturale, in un caffè letterario. Paragone non inconsueto, fatto salvo che mancano caffè e libri, ma a questo ci si porrà rimedio. Questo mi ha fatto ricordare, anche se con tutte le dovute differenze, il manifesto di Marinetti e il periodo del Futurismo studiato in gioventù. Un periodo storico ricco di cambiamenti in tutte le Arti, dalla poesia al cinema, dalla pittura alla letteratura, dall’economia alla modernità. Nel frattempo, mentre vago con pensieri e parole in amicizia, noto che ogni tanto una persona anziana si avvicina e guarda con curiosità quel luogo legato ai ricordi della vecchia città. Chi ricorda il vecchio calzolaio, chi il dentista, chi il pellettiere, chi ancora più indietro ai tempi di una Gorgonzola fatta di carretti e mercati, di formaggi e carni. Anche qualche giovane, qualche coppia con bambini e…qualche politico locale di passaggio, ma che si ferma volentieri e non solo per curiosità. Perché no. Qui si può fare. Io stesso non sono della vostra area politica, ma la gentilezza, l’assenza di superbia (cosa rara al giorno d’oggi) e le buone maniere trovate sono state capaci di andare oltre e sono state capaci di accogliere un giudizio, un commento, un’opinione anche diversa dalle vostre e chiunque abbia voglia di sedersi e scambiare due “parole il libertà” sui problemi della città, sulla politica locale come sullo sport, sulle proposte come sui dubbi, sul critiche a chi ha in mano il futuro del nostro territorio e sui nostri problemi quotidiani. Bè cari miei, per farla breve, vi dico GRAZIE, una prima piccola gemma che s’incastona, lo spero, in un cambiamento di cui si sente la necessità, rivolto a mani aperte nella direzione di quel senso civico assente oramai da troppo tempo. Di questo Gorgonzola ha bisogno. Ma voi lo sapete bene, ne abbiamo parlato insieme qualche volta. L’emozione di stare fuori insieme alla gente e non quella virtuale di chiudersi in casa, magari davanti alla tv per vedere come va il mondo o davanti al computer per conoscere come va la città. L’emozioni di una stretta di mano, di una chiacchiera o di un caffè o di un buon bicchiere nei locali a due passi da lì e in compagnia non hanno prezzo, o almeno non l’hanno per me che troppo spesso vivo di silenzi, alcuni forzati, alcuni perché non c’è chi risponde.
grazie, proprio una bella idea. Una piccola sede, con tanto verde, arredata con garbo e con le disponibilità di chi toglie qualcosa di suo per renderlo agli altri, ricca di quadri e belle idee, tante ancora da sviluppare. Si vede che siete agli inizi ma che portate l’esperienza di chi crede nella forza dell’incontro, del dialogo, dello scambio e delle diversità, intese come risorse. Si vede che volete proporre qualcosa di nuovo, di azzardato se volete, certamente di coraggioso, ma con la sicurezza di chi ci crede e vola sopra i giudizi altrui. Quattro sedie all’aperto nello spazio carrabile, una copertura, due tavolini e tanta libertà. Tante parole in libertà. Finalmente, penso io..qui si può dire ciò che si pensa e si ascoltano gli altri. Si comunica e ci si confronta. Come in un Cafè Culturale, in un caffè letterario. Paragone non inconsueto, fatto salvo che mancano caffè e libri, ma a questo ci si porrà rimedio. Questo mi ha fatto ricordare, anche se con tutte le dovute differenze, il manifesto di Marinetti e il periodo del Futurismo studiato in gioventù. Un periodo storico ricco di cambiamenti in tutte le Arti, dalla poesia al cinema, dalla pittura alla letteratura, dall’economia alla modernità. Nel frattempo, mentre vago con pensieri e parole in amicizia, noto che ogni tanto una persona anziana si avvicina e guarda con curiosità quel luogo legato ai ricordi della vecchia città. Chi ricorda il vecchio calzolaio, chi il dentista, chi il pellettiere, chi ancora più indietro ai tempi di una Gorgonzola fatta di carretti e mercati, di formaggi e carni. Anche qualche giovane, qualche coppia con bambini e…qualche politico locale di passaggio, ma che si ferma volentieri e non solo per curiosità. Perché no. Qui si può fare. Io stesso non sono della vostra area politica, ma la gentilezza, l’assenza di superbia (cosa rara al giorno d’oggi) e le buone maniere trovate sono state capaci di andare oltre e sono state capaci di accogliere un giudizio, un commento, un’opinione anche diversa dalle vostre e chiunque abbia voglia di sedersi e scambiare due “parole il libertà” sui problemi della città, sulla politica locale come sullo sport, sulle proposte come sui dubbi, sul critiche a chi ha in mano il futuro del nostro territorio e sui nostri problemi quotidiani. Bè cari miei, per farla breve, vi dico GRAZIE, una prima piccola gemma che s’incastona, lo spero, in un cambiamento di cui si sente la necessità, rivolto a mani aperte nella direzione di quel senso civico assente oramai da troppo tempo. Di questo Gorgonzola ha bisogno. Ma voi lo sapete bene, ne abbiamo parlato insieme qualche volta. L’emozione di stare fuori insieme alla gente e non quella virtuale di chiudersi in casa, magari davanti alla tv per vedere come va il mondo o davanti al computer per conoscere come va la città. L’emozioni di una stretta di mano, di una chiacchiera o di un caffè o di un buon bicchiere nei locali a due passi da lì e in compagnia non hanno prezzo, o almeno non l’hanno per me che troppo spesso vivo di silenzi, alcuni forzati, alcuni perché non c’è chi risponde.
Cari amici miei, spero che possiate ripeterlo ancora. Io ci sarò, e senza invito.”

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