domenica 18 settembre 2011

Caso Milanese: la Lega di Maroni si scaglia contro la Lega di Bossi.


- Di TF
C'era una volta la Lega Nord: al nord tutto proclami e ampolle, a Roma come tutti gli altri...se non di più. La punta dell'iceberg è sempre più verde.
"L’oggetto del contendere, in questo caso, è il voto su Milanese, il collaboratore del ministro Tremonti per il quale la giunta per le autorizzazioni ha deciso il no all’arresto. Ora dovrà pronunciarsi l’Aula. Sino ad oggi la Lega ha scelto una linea garantista contrariamente a quanto fatto per il pidiellino Alfonso Papa, attualmente in galera, ma il ministro Maroni non ci sta. E pare stia pensando seriamente di forzare la mano una volta per tutte sostenendo, più o meno allo scoperto, il voto segreto. Il caso Milanese non è che la punta dell’iceberg che sta investendo la Lega, facendole fare la fine del Titanic.
I cosiddetti maroniani soffrono tremendamente la gestione patriarcale del partito da parte di Bossi e della sua famiglia. Che considera il partito alla stregua di una cosa privata. Si veda la nomina del trota al consiglio regionale della Lombardia. Un altro segnale di come ormai la Lega sia sempre più prossima all’implosione. E lo dimostra l’asse che Maroni ha intessuto con il segretario del Pdl Alfano, o alcune iniziative individuali che il titolare del Viminale assume sempre più spesso. In barba al vecchio leader ormai ingestibile, e a un movimento che di benzina in corpo non ne ha proprio più".
(Sabato 17 Settembre 2011 - Il Futurista)

3 commenti:

  1. "Si veda la nomina del trota al consiglio regionale della Lombardia". Che è stato eletto a suon di voti e non "nominato". Ma fa lo stesso, no?

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  2. Certo Stefano che non fa lo stesso. Se prendi più voti sei eletto. Questo è successo. Il fatto è che il figlio di Bossi è stato "imposto" e la sezione di Brescia, dov'è stato appunto eletto, ha dovuto ingoiare di buon grado l'ordine del senatur. Per lui c'era una possibilità a Brescia e l'ha sfruttata. A Brescia ne conosciamo molti di leghisti ancora incavolati, per non dire altro, e di altri che sono usciti definitivamente dal partito. La meritocrazia è pura illusione anche per la LegaNord. Vedi che la stessa cosa si sta ripetendo col figlio di Di Pietro, il "salmone". Hai voglia dire che è bravo e si impegna seriamente nell' IdV, e magari lo è davvero, ma a Termoli seguito questa "imposizione" si è dimesso TUTTO il direttivo del partito. Cosa vuol dire questo?? E vuoi scommetterci? Sarà eletto "democraticamente" perchè prenderà più voti di altri, si porterà dietro i suoi delfini e andrà in Regione Molise. "Meritocrazia telecomandata" anche se vorrei tanto credere nella buona fede, come sempre ho fatto. Ma la mia esperienza (poca) in politica mi ha fatto comprendere l'esatto contrario e a mie spese. Abituatici e non scandalizzarti troppo. Il coraggio non è accettare questo andazzo ma è volerlo cambiare. Ciao Stefano e grz per il commento.

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  3. Cioé fammi capire: se hai un candidato che porta voti (e lui da solo ne ha portati 13.000) tu non lo candidi? Siamo seri, per favore.

    Che poi vorrei vederli tutti 'sti leghisti bresciani incavolati: saranno i soliti trombati che piangono in tutti i partiti e in tutte le elezioni.
    Ma siccome di voti non ne avrebbero presi 13.000 neanche piangendo in turco, per me hanno torto per definizone.

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