giovedì 15 settembre 2011

L'accusa alla politica spesso troppo narcisista e poco attenta ai veri problemi del paese è ormai un lamento comune.
La politica dell'assurdo è oggi interpretata da soggetti un pochino presuntuosi, geniali, da credersi artisti e non più professionisti chiamati a svolgere una funzione pubblica che rispetti utenti e committenti.L'assurdo ha iniziato ad insinuarsi negli interpreti della politica, nel momento in cui hanno acquisito una poltroncina, uno sgabello, un potere da gestire a piacere.
Il governo centrale con la manovra attuale ha cercato semplicemente di arginare il debito, di accontentare i mercati, io mi domando cosa ne sarà dell'economia, dato che non ci sono prospettive di crescita e di sviluppo. Le miopie della politica rischiano l'esplosione in ogni materia, in ogni settore merceologico che nessuno ha pensato di analizzare a secondo della tipologia e del fabbisogno. Ci sono normative che bloccano la crescita delle imprese,vorrei ricordarne una su tutte, quella legata agli appalti. La normativa in questione, prevede che le nuove categorie specializzate, cosidette variate, seguano un percorso per gli attestati di competenza molto lungo, senza i quali sono ferme. In pratica chi ha i requisiti per alcuni lavori può partecipare, chi non li ha, ma potrebbe averli deve aspettare, ora domandiamoci a cosa porterà questa fase transitoria, come del resto il mancato interesse per le micro e piccole imprese.
I mercati continuano a incamerare perdite mostruose, le grandi banche d'affari fanno mercato su titoli e derivati e i grandi fondi speculativi. Sono gli stessi del crack del 2008? molti dicono di si. Il complotto  dei poteri forti contro il cittadino medio non è più un'idea affascinante sulla quale tessere storie, l'incertezza del futuro è preoccupante, anche se tutti andiamo al mare, al ristorante e molti sono già in lista per le feste di Natale. Retorica, tutto scontato, cose risapute? certo! anche le aziende che chiudono, i negozi che non riaprono,i ragazzi che non sanno che indirizzo scolastico intraprendere, il lavoro dei giovani, tutte cose risapute, scontate. Le parole non sono i fatti, ma se i fatti rimangono parole è grave. Viviamo in uno stato che già assorbe più del 50% del reddito nazionale dai privati, uno stato che da tempo comprime il nostro quotidiano, il nostro spazio nel quale vacillano anche il diritto /dovere che ci ha sempre distinto. In sintesi se si voleva perseguire una riforma che portasse ad un obiettivo certamente bisognava pensare anche alla crescita.......Argomento troppo complesso, però ogni tanto una riflessione è opportuna......
Un saluto


2 commenti:

  1. Trovo interessante e riflessivo...Mi aspetto altro. saluti

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  2. Buongiorno.
    Trovo interessante questo tipo di riflessioni.I blog vivono sulla retorica, sulle notizie appesantite,curiose allo scopo di attirare visitatori. Continui, penso che come me, altri apprezzano... Saluti.

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