- Di TF
La protesta degli Enti Locali.
LASCIAMO STARE IL CONSORZIO.
Leggiamo su Radar (n°30/2011) l’articolo riguardante l’avvenuta manifestazione di civile protesta contro i
provvedimenti presi dall’attuale governo nei confronti degli Enti Locali.
Parliamo dei tagli economici e dell’assenza di proposte adeguate. Anche
Tradizione e Futuro è d’accordo nei princìpi della protesta ma sente di dover
precisare le affermazioni pubblicate. Ci pare scomodo ed equivoco sfruttare
alla prima occasione possibile i media locali per promuovere inutili
affermazioni dal sapore più di propaganda che di seria analisi. Così come ci
appare totalmente sconveniente elevare agli onori nazionali un’azione ottusa e personalistica
come l’inopportuna e sempre mai ben chiarita chiusura del Consorzio
Industriale, definendola azione di buon senso e di buon esempio,
classificandola persino come “l’azione madre” di tutte le scelte a divenire
fatte dal governo per i comuni virtuosi. Così facendo non diamo il buon
esempio, anzi tutto l’opposto. Crediamo invece che la manifestazione avvenuta a
fine agosto aveva nelle sue intenzioni un significato ben diverso da quello recepito
ed esposto. Certamente avrà sottolineato cose ben più importanti e sostanziali.
Problemi veri che accomunano tutti, cittadini, imprese e istituzioni, da
affrontare con responsabilità, coesione, etica e maggior senso civico. La
politica è in piena crisi di identità...
questo è sotto gli occhi di tutti ogni
giorno. TF è assolutamente certa che la buona politica, per non generare
l’antipolitica, debba essere seria, credibile e coerente. Le considerazioni
esposte dai referenti politici che la sostengono dovrebbero andare di pari
passo, visto anche che da essa ne traggono un certo vantaggio personale.
Ringraziamo questa amministrazione che ha fatto in modo che anche la nostra
Città e il nostro Territorio fossero presenti in piazza, ma ci sentiremo
maggiormente tutelati, e aggiungiamo rispettati sia come cittadini sia come
politici, se per strada ci fossero, oltre alla fascia tricolore, anche maggior
capacità e minor ipocrisia, lasciando a casa opportunismi che hanno solo il
gusto di rispondere alla ricerca di un’occasione di propria visibilità e alla
conferma di una grande pochezza interiore. Siamo assolutamente certi che anche
nell’occasione della conclamata chiusura si poteva fare meglio e certamente di
più, facendo in modo che un Consorzio Industriale, gestito a Gorgonzola per
oltre 10 anni in modo svantaggioso rispetto all’investimento e alle intenzioni
originarie, potesse finalmente trasformarsi da perenne baco in magnifica
farfalla. Cosa ben diversa invece quanto è accaduto a Pessano Con Bornago, ex socio
a metà dello stesso, che al contrario ha saputo sviluppare indotto lavorativo e
futuro. Già solo da questo dato bisognerebbe porsi più di una domanda. Ma le
scelte da questo lato del naviglio sono state altre e le ragioni di allora,
come quelle di oggi, nulla centrano col la provvidenziale politica auspicata nell’articolo.
La presenza di un Consorzio Industriale avrebbe impedito lo sviluppo di un PGT,
o “Piano delle Aree a Nord”, così come forzatamente approvato e le motivazioni
di cassa, come il risparmio immancabilmente ben sottolineato, rimangono solo
specchietto per le allodole. Applaudiamo al fatto che anche la nostra
amministrazione rimanga compatta e si allinei a questo governo nazionale che
oggi una ne pensa e domani mille ne cambia. Ma come sempre vogliamo rispettare
le opinioni altrui purché però vere e prive di opportunismo. In un momento di crisi
e di credibilità della politica, nel senso di chi l’ascolta e la traduce poi in
voto, rilasciare certe dichiarazioni alimenta solo dubbi e preoccupazioni.
Come
sempre, Tradizione e Futuro rinnova l’invito a tutte le forze politiche
presenti in città ad un incontro pubblico che sveli e chiarisca in modo
inequivocabile le scelte di ieri e quelle di domani, lontani dalle urne e ancor
prima delle prossime battaglie elettorali.
Facciamo prevenzione con cultura e dialogo politico, questo è il nostro mandato.
TF Tradizione e Futuro
pubblicato su Radar n°31/2011

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