venerdì 30 settembre 2011

Non sono stupido, solo mentalmente libero.

- Di Stefano Molinelli


Non sono stupido, solo mentalmente libero (Anonimo).




Siamo contro la Legge Bavaglio.
L’ho scritto in precedenti occasioni ed oggi ritorno sull’argomento da un punto prospettico diverso. Parliamo della proposta di una “Legge Bavaglio” che sarà discussa in Parlamento, con tempi rapidissimi, settimana prossima. Per queste “questioni personali” i tempi della politica sanno essere più veloci dei neutrini che settimana scorsa han superato la velocità della luce. Noi di TF ci vergogniamo a leggere tali disposizioni e faremo di tutto perché ciò non possa avvenire, dalla raccolta firme alla rivolta in internet. Aderiremo a qualsiasi movimento che si opporrà a tale demenza, senza ma e senza se, con la coscienza di chi nasce libero e si sente libero di poter esprimere sempre un’opinione. Se etica e ascolto dovranno di nuovo ritornare ad essere la base della politica del futuro, del rinnovamento e della ricrescita, crediamo che nessuno possa rimanere indifferente di fronte a tale assurdità. Sappiamo bene che i problemi sono tanti e ci indigniamo nel scoprire che oggi, come gli speculatori nel mondo finanziario, i politici approfittano di questo periodo di incertezze e disfattismo speculando anch’essi non solo sulla nostra pelle ma anche dentro di noi, portandoci  verso un’autodistruzione culturale, alienando le identità. Quando la politica vive su una maggioranza rappresentata solo all’interno delle istituzioni - dal Senato, al Parlamento fino ai Consigli Comunali di città metropolitane o di provincia che siano - ma che non è più la vera maggioranza del paese, allora ci troviamo di fronte a un sopruso, arrogante e presuntuoso, della Libertà. Voi da che parte state? Volete vivere e far vivere i nostri figli come le tre scimmiette del “non vedo, non sento, non parlo”? C'è chi ci riesce, io mi oppongo.
”Giustizia non esiste là dove non vi è libertà. Luigi Einaudi

IL TERZO POLO E’ CONTRO IL BAVAGLIO.
«Le tiritere del premier sono ormai cantilene inutili, che non attraggono più nessuno, neppure i suoi elettori». Perché le priorità del paese, in questa fase, sono ben altre. Sceglie la linea dura, Giulia Bongiorno, per rispondere alle domande del Messaggero. Nell'intervista pubblicata oggi dal quotidiano romano, l'avvocato e parlamentare Fli non risparmia critiche al ddl intercettazioni, rispetto all'approvazione del quale Nitto Palma e Berlusconi tentano un'accelerazione. Inopportuna, per la Bongiorno, viste le condizioni economiche in cui versano ormai numerose famiglie italiane. Eppure il premier pare sordo alle emergenze, privilegiando la soluzione delle proprie.
Bongiorno, inoltre, tocca un altro aspetto fondamentale della vicenda. Anche se il provvedimento è frutto di un compromesso al quale ha contribuito  in prima persona, tentando, a suo tempo, una mediazione con Alfano, sostiene comunque la necessità di profondi miglioramenti. Due in particolare. Il primo: «È assolutamente indispensabile - spiega - correggere la norma sui blog. Bisogna distinguere, riguardo all'obbligo di rettifica, tra operatori professionali e amatoriali. C'è il rischio di comprimere la libertà di espressione conquistata grazie a internet». Un tema, però, che dalla parte della maggioranza stentano a comprendere, come ha dimostrato, con l'esemplarità delle proprie affermazioni, Maurizio Gasparri, secondo il quale la rete è micidiale. Certo, perché uccide gli oscurantismi.
L'altra modifica proposta da Giulia Bongiorno è ancor più attuale, se possibile. E riguarda il tentativo di limitare lo strumento investigativo delle intercettazioni. «Dico un chiaro no al tentativo dell'amico Ghedini di vietare non solo la pubblicazione delle conversazioni ma anche la notizia dell'avvenuta conversazione. La libertà di stampa va tutelata, il Terzo polo è contrario al blackout informativo».
Infine, un giudizio negativo sul processo lungo. «Siamo all'assurdo, ma purtroppo sempre più spesso la mia commissione è costretta a occuparsi di leggi finalizzate a aiutare Berlusconi. La gente ha bisogno di altro». Di più chiarezza, e di interventi diretti a rispondere alle emergenze diffuse. Per fortuna, se non il premier, qualcuno se ne rende conto.
(30/09/11, Avv. Giulia Bongiorno, intervista de Il Messaggero, ripresa da Il Futurista)

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