Non è il momento di piangersi addosso. Le istituzioni devono essere funzionanti, il percorso deve poggiare la sua credibilità su discorsi chiari, trasparenti e sostenibili.
Qualcuno ha sentito parlare di crisi? La crisi che attanaglia il mondo, il nostro paese , costretto a rispondere all'Europa a causa di una politica poco lungimirante non dimentica nessuno, neppure Gorgonzola. La crisi che ha colpito ogni settore di mercato, non si è dimenticata neppure dell'edilizia, come gran parte dei settori trainanti della nostra economia.
Non voglio scagliare pietre, fare critiche gratuite, mi domando come sia stato possibile pensare che l'edilizia produttrice di oneri di urbanizzazione, potesse reggere alla crisi del mercato. In sintesi nelle parole del Sindaco si legge questo.
Questa amministrazione è partita con la volontà di stravolgere il volto di Gorgonzola, ma non attraverso piccoli passi legati al recupero, alla riqualificazione dei beni collettivi, al riordino di una situazione urbanistica datata, che avrebbe dovuto trovare le grandi opere come momento di sviluppo verso una città contemporanea. Una città nella città, capace di conservare le tradizioni, nei luoghi e nella cultura.
Mi sarebbe piaciuto che questo discorso fosse emerso prima, attraverso una logica di sviluppo che avesse coinvolto tutti i cittadini, il territorio, e anche quella parte politica che da sempre ha sottolineato la propria disponibilità al dialogo.
Tutto e subito, tutto senza pensare a un equilibrio di sviluppo che fosse meno oneroso per le casse comunali. Il nuovo cimitero con il suo progetto costoso, le sue presentazioni, il C6 ancor prima di aver ascoltato il mercato, Lo stesso Pgt, che pure raggruppa ogni cambiamento che avviene sul territorio, sembra essere latitante, le consulenze sottolineate dalla stessa Lega Nord, palazzo Pirola con i suoi doppi interventi di restauro, il campo sportivo, forse l'unica opera con meno falle, ma che si poteva spezzettare in due momenti. Tante cose pensate in modo frettoloso per il puro piacere personale, non certo per un fatto collettivo e di benessere.
E' mancata una politica che abbia saputo pensare a una rendità rinnovabile, si è fatto niente per i giovani, per il terziario, per l'assistenza, per snellire la burocrazia dei permessi di locazione, è mancato un piano casa.
Parliamo di cultura del bello, di arredo urbano, di chiudere un centro che non esiste, camminare e non usare l'auto, sedersi sopra una panchina e leggere il giornale, trovare una piazza nella quale sostare, ritrovare i cortili e il verde attrezzato, uscire la sera e non trovare tutto chiuso, avere le strade illuminate, creare centri giovanili adeguati, svaghi per gli anziani.
Tutto è stato impostato sul cemento e sullo sfruttamento del territorio.Gorgonzola deve costruire un suo ecosistema, legato ai luoghi e alle persone, alla qualità della vita, alla conservazione delle tradizioni.
"tre citta in una" a me basterebbe averne una, con ciò che serve dando valore al territorio. Non ci sono sfere di cristallo e magie, ciò che è certo è il ridimensionamento della spesa pubblica, il comune impresa attraverso redditi che si rinnovano, riutilizzando anche le prorità che vanno valorizzate e messe sul mercato, ma non soltanto per privarsene, incentivare il commercio facilitando i nuovi insediamenti commerciali e di ristoro, snellire la burocrazia, diminuire le consulenze...Trovare accordi con le micro imprese presenti sul territorio, privatizzare dove è necessario.Tante cose di cui e su cui discutere. Un caffè per una proposta, un suggerimento, il cittadino che vive il territorio ha delle buone proposte e una visione migliore della città.grazie.Baldi: "Non ci sono soldi per i nostri progetti"
In tempi di crisi bisogna evitare
RispondiEliminadi fare il passo più lungo della gamba.
E' una regola fondamentale dell'economia, che i nostri illuminati Amministratori così "amanti del bello" hanno beatamente ignorato.
Non li rimpiangeremo.
Non vogliamo affondare il coltello nel burro ma guardate cosa scrivevamo noi il 17/02/2011:
RispondiElimina"Siamo quelli che, come tutti i normali cittadini, si chiedono se è più giusto investire in edilizia abitativa o consolidare le realtà industriali, commerciali, artigiane, agricole locali, dando loro i mezzi per espandersi, crescere e creare occupazione.
Siamo quelli che credono che volersi arricchire con gli oneri di urbanizzazione è un po’ come raccontare la favola della cicala e la formica: non si può guardare al futuro pensando che finisca con l’approvazione del prossimo bilancio. Possibile che non si riesca a fare politica guardando al 2020?"
Era il nostro documento di presentazione. Possiamo dire che anche in questo caso avevamo guardato più in la' del nostro naso?
A proposito (al di la dell' attività dell' Associazione iniziata subito dopo l' estate del 2010) il 17/02 rappresenta per noi il compleanno giuridico.
Scusate.
RispondiEliminaIo non sono un politico, sono un semplice impiegato. Trovo interessante le bozze delle vostre proposte, che se articolate si possono attuare.
Mi domando, meglio, vi domando come sia possibile che l'attuale amministrazione non trovi un dialogo costruttivo sulle vostre idee per lo sviluppo e la gestione del territorio. Cordialmente A.F