Viviamo un concetto del tutto irreale di democrazia creato da giuristi forse piacevolmente appassionati della filosofia del settecento."Governo del popolo", "governo della nazione": belle affermazioni, belle formule, atte a suscitare l'entusiasmo della gente, ma capaci soltanto di ornare i discorsi dei politici.
Non si è mai visto un popolo che si governi da solo, nè mai avremo modo di vederlo. Ogni governo comporta il predominio di un piccolo gruppo su uno grande. Il governo come scriveva Rousseau è un male necessario.
Altra cosa è la democrazia, quella vera: più modesta ma più reale. La democrazia si definisce per prima cosa con la libertà. La libertà effettiva di tutti,presuppone un certo livello di vita, una certa eguaglianza sociale, un certo equilibrio fra le classi che hanno il diritto di essere tutelate dalla politica e dal suo equilibrio.
La distinzione Marxista tra libertà formale e libertà reali non è esatta che in parte:Le libertà politiche riconosciute dai regimi occidentali rimangono formali per una grossa parte dei cittadini,per difetto di un livello di vita adeguato. Possono però diventare libertà reali e non si deve sopprimerle in partenza. I fenomeni politici contemporanei, ci dicono che i paesi che hanno raggiunto un grado di civiltà evoluta, un certo livello di vita la libertà coincide col regime dei partiti.
Siamo ritornati indietro nel tempo?
Nell'ottocento, quando soltanto le potenze economiche e finanziarie disponevano della stampa, dei mezzi di informazione e di propaganda e di un apparato che inquadrasse gli elettori, la democrazia non esisteva: Soltanto lo sviluppo dei partiti, e in particolare dei partiti operai, consentì una collaborazione effettiva del popolo.
Il mezzo migliore di difendere la democrazia contro le tossine che essa stessa secerne attraverso il suo stesso sviluppo, non consiste nell'amputarla delle tecniche moderne di inquadramento delle masse e di selezione dei quadri.
In sintesi la democrazia non è minacciata dal regime di partiti ma dall'orientamento contemporaneo delle strutture interne ad essi, il loro modo di evolversi e gestire la cosa pubblica come un fatto privato.
Oggi la credibilità della politica attraverso i suoi interpreti è venuta meno. La società contemporanea ha la necessità di risposte concrete, reali alle esigenze di una società sempre più variegata in tutti i suoi aspetti.
Gli interpreti che sono chiamati a rappresentare la politica, a svolgerne i compiti sono chiamati attraverso le forme giuridiche a privilegiare le relazioni dirette tra gli uomini, agendo attraverso la mediazione dei gruppi sociali che ispirano la vita nazionale.

Non condivido tutto, però complimenti. La politica deve ripensare tante cose.un saluto bf
RispondiEliminaBuongiorno.
RispondiEliminaLa riflessione immediata è rivolta ad una politica che non ha saputo o non ha voluto attuare un lavoro con i tecnici. Abbiamo avuto ministri improvvisati che hanno svolto compiti di cui non avevano le basi.Oggi ci lamentiamo ma dovevamo pensarci a tempo. Grazie e complimenti.
A Gorgonzola stanno spuntando come funghi nuove liste civiche mascherate da associazioni culturali. Solo nell'ultimo mese ne sono arrivate due, e tra non molto ne arriverà un'altra.
RispondiEliminaSi vede che abbiamo l'aria buona...
Se aveva la necessità di informarci le siamo grati. Io credo che lei voglia fare lo spiritoso.
RispondiEliminaL'aria buona? dipende dalle opinioni. Noi con TF non abbiamo preso spunto da nessuno, non dobbiamo fare da specchio per le allodole per altri. Ci sono liste che servono da paravento se pensiamo allo scenario politico che verrà a delinearsi nel prossimo anno. Tutti i cittadini conoscono i nomi di queste liste,forse non conoscono lo scopo di chi si sta affrettando a farsi conoscere camuffando il fatto politico con quello culturale. Provi a chiedere direttamente su altri blog o vetrine molto simili. Grazie