La fede non è un pensiero povero,scolastico, un pensiero incapace di misurarsi realmente sia con le domande più profonde, sia col pensiero contemporaneo. La fede non ha nulla di scontato. La domanda frequente che l'uomo si pone in questo nuovo millennio di confusione culturale e intellettuale, nel quale il pontefice assume quasi un ruolo da interlucutore a cui fare riferimento, un uomo oltre l'uomo, capace di unire quelle moderazioni del pensiero che attraverso la riflessione ci riporta alla cristianità e alla nostra vera natura. La fede.
Nella storia di questi ultimi decenni vi sono state figure diverse di pontefici: dalla sensibilità e simpatia di papa Luciani, all'energia dirompente di papa Wojtyla, giusto per ricordarne alcuni.
Il papa attuale è un teologo di eccellenza, un religioso che si rivolge non solo al cuore dei fedeli, ma anche alla mente nella sua razionalità.
Papa Ratzinger è un ricercatore che attraverso la fede si cala nella realtà del quotidiano per rispondere ad una società che fa uso e abuso della ragione necessaria alla comprensione della fede stessa. In questo momento in cui vacillano le certezze, in cui la chiesa è stata chiamata a rispondere dei suoi rappresentanti e non solo, in cui anche l'ateismo esprime la ricerca di una fede non scontata, ma una fede alla ricerca di risposte che non siano dottrinate alla sola storia passata ma che vivano di contemporaneità, una guida forte, capace di opporsi in maniera decisa al pensiero debole di questa società, possiamo trovarla nella figura del nostro Pontefice.
Un papa illuminato, un papa che si è calato nella contemporaneità degli eventi, e che attraverso il ruolo della ragione si è spinto oltre il commento del suo ruolo cristiano. Come rappresentante della chiesa nel mondo papa Ratzinger ha toccato non solo i valori dell'uomo attraverso la dottrina a lui congeniale, ma ha dibbattuto di economia, di politica, di una nuova fratellanza fra gli uomini, cercando attraverso la semplicità del linguaggio di sciogliere il nodo legato alle risposte divine, al dubbio , all'incapacità del confronto e della razionalità che il nostro tempo richiede, senza arroccarsi alla retorica della fede come unico rifugio alle angosce dell'uomo. La fede che non tubita è una fede arida, la fede ha bisogno del confronto, della parola della speranza, non di un futuro lontano, ma di una quotidianità più serena, più attenta al prossimo che non vuole dire sempre "eccoti l'altra guancia", vuol dire rispetto, moderazione, umiltà, fratellanza, tolleranza, un diritto /dovere come fatto di una cristianità illuminata.
Il sacerdote ha il dovere di promuovere quelle funzioni di garanzia e di salvezza, strettamente interdipendenti fra loro, ha il dovere di promuovere la progressione dell'uomo all'interno della comunità in cui opera, senza soffocare la funzione della religione in nome di una pretesa verità spirituale. Le istituzioni hanno da sempre mirato ad una quasi evasione dalla realtà terrena, una realtà fertile che si sviluppa nei momenti di crisi dei valori sociali e culturali. Questa chiesa, è messa in crisi dall'avvento della società moderna, della mentalità razionale, della cultura laica, della vita urbana, della democrazia politica. A misura che questi fenomeni avanzano e si radicano sul territorio, nella civiltà urbana la vita assume un ritmo nuovo. La maturità del laicato cattolico cresce ogni giorno, ogni giorno cresce la consapevolezza della partecipazione non più come gregge ma come protagonista singolo, alla vita religiosa.
io credo che la capacità di questo papa stia nella contemporaneità di essere uomo e ministro di Dio, capace di coniugare il doppio ruolo attraverso una sinergia illuninata che lo rende unico punto di riferimento di una società incapace di ritrovare le proprie verità. Papa Ratzinger è indubbiamente un papa partecipativo, coinvolgente, presente alla vita del paese e del mondo. L'etica resta a noi.
Scesi i tre gradini che ci hanno condotto alla partecipazione cristiana della morte e della resurrezione di Cristo, dobbiamo continuare il percorso della fede, della tolleranza, della cristianità, del confronto.
La fede non è un fatto scontato, è uno stile di vita.
mancuso.
Buongiorno Tf.
RispondiEliminaTrovo molto bello che fra le tante cose dedicate alla politica, alla critica e alle proposte per la città, ogni tanto ci siano queste riflessioni sulla fede...
grazie
Buonasera...
RispondiEliminaScusate l'intrusione. Io seguo un pò la politica locale. Trovo interessante che ci siano persone a cui piace parlare di fede e non sempre delle controversie amministrative. SI può condividere ma anche dissentire, però rimane un fatto interessante.
saluti