giovedì 26 gennaio 2012

Quale stato del Diritto? "una riflessione"




La storia giuridica è una storia molto frammentata e complessa, che presenta periodi ed eventi di progresso, ma notevoli rallentamenti nell’elaborazione dei modelli. Un’ evoluzione dei modelli che è, peraltro, lontana dall’essere monolitica e uniforme: Basti pensare alle diverse applicazioni del codice stesso nelle diverse zone del paese, dove le stesse regole scritte assumono distanze ragguardevoli nell’essere interpretate dalla dottrina e dalla stessa giurisprudenza; divergenze che si incontrano anche nell’ambito di uno stesso paese, di uno stesso sistema, regioni e comuni che fanno parte dello stesso stato. Trovare un sistema frazionato a secondo dei settori, secondo un sistema di regolamentazione comunitaria che renda applicabile il codice in maniera coerente e semplice, in un momento economico e sociale molto travagliato sarebbe un punto importante da cui partire. Lo stato del diritto, che raccoglie contributi culturali di giuristi, uomini politici, intellettuali,  destinati a far conoscere l’importanza  di uno sforzo comune, al fine di creare un contenitore giuridico  in cui si identificano tutte le convivenze dei cittadini , degli stati e delle regioni , provincie e comuni che ne fanno parte, garantiti e rassicurati da principi di uguaglianza sarebbe un passo importante per il futuro prossimo.

L’idea di un’ Europa unita è nata ispirandosi a principi puramente economici, oggi ormai insufficienti per realizzare quell’equilibrio sociale fondato sui valori di giustizia ed equità del diritto. In mancanza di regole precise, La globalizzazione e la libera circolazione dei beni, dei capitali, delle merci possono diventare potenti mezzi d’illegalità accentuando gli aspetti negativi del sistema capitalista, che invece andrebbe sviluppato sulla base di quanto di più positivo esso ci può dare.

In materia penale, ad esempio si assiste a nuove forme di criminalità organizzata (dal traffico illecito di merci, dal riciclaggio di denaro, dall’evasione dei contributi, ecc.) che approfittando di una maggiore libertà e controllo raggiungono l’impunità, a dimostrazione che i modelli attuali di amministrazione della giustizia e cooperazione devono essere più attenti. Da anni parliamo del potere dei magistrati, da anni confondiamo le categorie professionali, che spesso vanno oltre il loro ambito di competenza, trascurando il cittadino comune che chiede solo tutela e uguaglianza difronte alla legge. Allo stesso modo in materia civile è necessaria una maggiore omogeneità degli intenti giuridici, i quali in determinate materie favoriscono  anche la realizzazione e la crescita del mercato interno degli stati. Le riforme ,che da tempo sono ferme richiedono una profonda rivisitazione attraverso un codice che non faccia riforme generiche, ma riforme mirate ai settori del mercato e delle categorie sociali. Laddove la disciplina del diritto privato è applicata in modo diverso, essa costituisce oneri maggiori , un ostacolo alla realizzazione di una crescita, che vuol dire scambio di merci, concorrenza sull’offerta, maggiori opportunità per il consumatore, tutela dei prodotti e offerta lavoro. Esiste una forte correlazione fra l’attività economica e le regole giuridiche, la cui capacità deve essere quella di guardare a un’armonizzazione delle regole che guardino alle esigenze del mercato, senza costringerlo ad andare nella direzione dell’illegalità per  sopravvivere. Le regole uniformi servono a prevenire e a semplificare la loro applicazione.  Un’ evoluzione di modelli che è, peraltro, lontana dall’essere monolitica e uniforme tende a creare società nella società, come il ghetto nel quartiere, o la città nella città, questo a conferma che l’uniformità delle regole non ha e non deve avere confini, lingua e tradizione. La stessa Europa unita, con una moneta unica, una politica estera e di sicurezze comuni e una circolazione delle merci, dei servizi e dei capitali largamente liberalizzati, non sarebbe compatibile con marcate divergenze in materia di diritto contrattuale.

 Queste ragioni devono indurci a una codifica del diritto uguale per tutti, che, pur non rendendo uno stato o una regione simile all’altra, non dovremmo per usare una frase di Voltaire a cambiar diritto a ogni cambiamento di cavallo.
mancuso.

2 commenti:

  1. Parlare di Diritto, analizzarne gli aspetti è molto complesso e di non facile lettura per coloro che non hanno dimestichezza nella materia della giurisprudenza.
    Buttato il sasso se ne può parlare.
    Grazie un saluto.

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  2. Io credo che il diritto sia una sostanziale testimonianza permanente della storia dell'uomo e della sua evoluzione.
    Il diritto esercitato in modo equo risolverebbe molti aspetti della nostra società.

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