mancuso
La crisi continua, rischia di aggravarsi. I rimedi adottati
non bastano a fermarla: I rimedi salva stati, i fondi dati alle banche, neppure
l’acquisto di debiti sovrani di alcuni stati tra cui il nostro. Gli spread
lievitano ovunque, anche in Francia.
Una strategia europea per la crescita, insieme alla
mutualizzazione parziale del debito che poteva sembrare un’ottima idea, oggi
gira nel vuoto.
L’inerzia economico-finanziaria promette incroci con
possibili variabili politiche, creando una miscela esplosiva, prossima ad una nuova speculazione.
Regole e concorrenza:
Il governo è impegnato in una riforma delle “autority”. Il
modello delle autority nasce negli Stati Uniti. Questo modello dovrebbe dare
degli equilibri e dei limiti al potere delle società più forti. Il modello
dovrebbe regolare settori molto specifici, che per funzione entrano in
conflitto fra di loro. Il decreto
incentivi è allo studio del ministro dello sviluppo che prova a riorganizzare
la politica industriale Italiana.
“Misure urgenti in materia di riordino degli incentivi per
la crescita e lo sviluppo sostenibile ”.Prevede l’abrogazione di oltre 40 norme
e disposizioni nazionali e lo spostamento delle risorse che dovessero emergere
verso pochi obiettivi selezionati.
°Privilegiare e innovare: promozione della presenza
internazionale, sostegno alle crisi complesse, facilitazione alla riconversione
del prodotto e delle aree, il riequilibrio territoriale tra Nord e Sud. Verso
l’abrogazione una molteplicità di norme legate agli incentivi e alle agevolazioni.
Cifre, provvedimenti da approvare, settori prioritari su cui puntare: mobilità sociale e meritocrazia- piano casa-
l’agenda digitale che avvierà una cabina di
regia per occuparsi delle direttive europee, altre di infrastrutture e
sicurezza, commercio e ricerca. Innovazioni : saranno impegnate nel
riordino degli incentivi e al rafforzamento della crescita delle imprese.
Soldi: sono stati messi a disposizioni
diversi miliardi di euro per
garantire il credito, e i progetti infrastrutturali. Il commercio estero:
dopo aver ripristinato l’istituto per il commercio, sarà previsto un
rafforzamento della strumentazione finanziaria e sulla cassa depositi e
prestiti. Meno burocrazia: garantire il credito alle imprese a costi
competitivi, semplificazione dei certificati di credito e facilitazioni nelle
cessioni in collaborazione col sistema bancario. Recepimento europeo che regola
i pagamenti alle imprese entro 30gg tra privati e pubblica amministrazione.
Green Economy. Sviluppo della filiera, per garantire alle imprese risorse
energetiche a costi competitivi. Lo Start up, sarà un pacchetto innovativo che
comprenderà: interventi finanziari, amministrativi, fiscali ecc. Si dice che la recessione sia meno intensa
dei mesi passati, anche se le prospettive restano molto incerte. Le imprese faticano
a evadere i pagamenti, spesso a produrre per mancanza di risorse: le banche
tardano ad essere partecipi alle richieste dell’impresa(ci sono imprenditori
che pur di assolvere pagamenti e retribuzioni al dipendente, rinunciano allo
stipendio. Fino a quando?). Per gli economisti, l’epicentro della debolezza
resta l’Eurozona, dove resiste solo la domanda interna tedesca. L’Italia stima
una variazione nulla, pari allo zero della produzione industriale, mentre lo scenario della disoccupazione
resta nero. Quanto alla cassa integrazione, le ore sono tornate a salire
rapidamente. Male anche sul fronte energetico che è in aumento, malgrado il
calo dei volumi la bolletta si farà sentire. Sottolineiamo ancora la stretta
sul credito per le piccole imprese: quelle italiane pagano tassi superiori al
5 per cento rispetto a quelle tedesche.
Il viaggio nel nuovo
rinascimento a noi sembra improbabile e ambizioso. In un contesto come il
nostro, il governo punta su un effetto cumulato delle riforme (ci sembrano
troppe e poco incisive). Nel programma si legge di una crescita di 5 punti
percentuali nel 2020. Stime che il governo ha tratto dal rafforzamento delle
attuali riforme: come le pensioni che ci faranno risparmiare fino a 1,2per
cento del Pil nel 2020. La stessa riduzione degli oneri amministrativi per le
imprese prevista al 23 per cento. La riduzione dello spread insieme all'azione di contenimento della finanza pubblica dovrebbe garantire la riduzione
della pressione fiscale a partire dal 2014. Contribuiranno anche i
maggiori controlli, la lotta alla corruzione, gli illeciti amministrativi, i
conflitti d’interesse nelle amministrazioni pubbliche, la lotta all'evasione ecc. Tutti elementi che
ridurranno i costi generali e incamereranno risorse da impiegare nella
crescita e nelle infrastrutture.
La pressione fiscale tocca ogni mese nuovi record. Servono
assolutamente risorse fresche per la domanda interna e per la crescita, serve
defiscalizzare per consentire la vita
alle imprese, alle famiglie, la speranza ai giovani ingannati dal un falso
benessere di cui abbiamo abusato in questi ultimi trent’anni. Le riforme strutturali sono necessarie, l’impatto sociale delle riforme non deve dimenticare
la sopravvivenza di una microeconomia che è al collasso.Non siamo esperti di finanza, economia, neppure di una politica illuminata e spavalda da poter dare suggerimenti sulla strada migliore da intraprendere. Siamo uomini e donne come voi, siamo le famiglie che fanno i conti sulla spesa, che faticano a pagare le rette della scuola, le bollette, l’affitto o il mutuo. Siamo l’impresa che stenta, che stringe i denti per mantenere l’attività su cui pesa la responsabilità di tante famiglie. Siamo il pensionato/a che spesso con la pensione non riesce neppure a pagare i bisogni primari. Siamo i giovani che restano in famiglia perché da soli è difficile. Siamo la gente onesta di questo fottuto sistema che abbiamo costruito e che non siamo più capaci di controllare. Nel nostro piccolo, nella sede di via Cavour n° 13 a Gorgonzola, cerchiamo di parlare anche di queste cose: ci confrontiamo, raccontiamo le nostre esperienze e i nostri disagi. La stessa attenzione che abbiamo dedicato a ogni piccola o grande cosa di cui ci siamo fatti portatori: il fatto sociale, la solidarietà, il confronto, l’incontro, la collaborazione, anche la mano tesa alla nostra amministrazione e al signor Sindaco. L'impegno di TF è pulito, autentico, privo di rivalsa e preconcetti. Riteniamo che in momenti come quello che tutti stiamo attraversando, collaborare, essere propositivi sia una buona condizione per crescere insieme. Ricordate la fiaba della cicala e della formica? Noi non siamo né per l’una, né per l’altra. Siamo consapevoli che c’è una via di mezzo di cui nessuno a Gorgonzola ha mai voluto prendere atto.
State con noi. Un caro saluto.
I vari aspetti del ruolo complesso della politica nella formazione di un'apparato capace, delle sue leggi e matrici storiche, in numeri e fatti, ci hanno portato all'attuale situazione.
RispondiEliminaDifficile capire i tanti movimenti di questo governo che mi pare poco attento alla realtà. E' singolare come lei porti sempre il discorso sul tema locale.
Comunque le notizie sono sempre ben accette.
Non eravamo su Radar, neppure sulla Gazzetta...
RispondiEliminaSiamo sempre oltre, poi mi si dice che non ci sono "uova fresche" così le pagine si riempiono delle cose che noi abbiamo già detto. Presunzione? certo.
Mi sembra che ci sia molto da riflettere, anche su questo governo che di tecnico ha poco o niente. Il tecnico arriva alla radice del problema, poi c'è anche la soluzione su come procedere.
Questa gente deve scendere fra la gente, vivere i problemi. Forse l'essere seduti sul morbido stimola poco.
"Gli Asini volano"
RispondiEliminaQuando si richiama il confronto su temi che interessano tutti noi,gli asini non volano più. I cultori dello scrivere, gli intellettuali capaci di porre punti e virgole spariscono.
Esiste solo la polemica, la facilità di screditare con le menzogne tizio o caio, anche noi di TF. Noi presi di mira quando diciamo come stanno le cose, cosa ci piace e cosa non ci piace. Noi fuori dallo schema comune, noi che non siamo compiacenti,noi che non amiamo il cemento( per uscire da Gorgonzola c'è una nuova recinzione, ci fanno case...), noi che abbiamo detto ciò che nessuno ha detto, noi che diciamo le cose in anticipo. Noi non siamo scemi; abbiamo occhi e orecchie, di certo non ci facciamo prendere per in giro.Presidente, mantieni la calma. I conti prima o poi tornano.
Se vi boicottano i giornali è grave!!!
RispondiEliminaLa lega dice di non pagare, di ribbellarsi...Realtà, demagogia?
RispondiEliminaIl comune forse ha trovato uno spiraglio che può accontentare tutti o quasi.
Le notizie non s'inventano, si usano quelle buone. Voi le avete esaurite o ci state pensando?
Dai!.. Non prendetevela. Ogni cosa a suo tempo.
Ciao Ciao
Ciao Domenico.
RispondiEliminaTi sfugge qualcosa: a Gorgonzola non esistono problemi economici, neppure la disoccupazione giovanile e non, le famiglie stanno bene, la città cresce e si sviluppa a Nord-Est-Ovest anche a Sud. Noi spendiamo, facciamo scambi con i costruttori, abbiamo un bilancio fiorente. Il nuovo cimitero ci porterà visitatori da tutto il mondo, soldi, pubblicità sulle riviste. Perchè i nostri politici dovrebbero preoccuparsi? Loro stanno bene: chi sta nell'edilizia(tutti o quasi)chi ha un lavoro in proprio. Guardali in viso: sono freschi e gli sono sparite le rughe, segno che impera la tranquillità.
Naturalmente scherzo. Lo sperpero di denaro in un periodo come questo è un'offesa a noi cittadini, alle famiglie, ai ragazzi.
Ciao Dome.
Cari amici, la partecipazione scema quando i problemi sembra che non riguardino Gorgonzola. Fare notizia è sinonimo della diceria, o della demagogia che leggiamo ogni giorno.
RispondiEliminaNon mi frega niente se Radar o la gazzetta preferiscono notizie che aizzano gli animi o notizie che si pregiano di aver scoperto l'alimentazione(leggiamo su Radar che tanto dobbiamo mangiare), peccato che il produttore di vini, si accorse di aver venduto la vigna solo quando rimase con una bottiglia di vino. Noi abbiamo trascurato il suolo e oggi ci vantiamo e vogliamo investire in un museo virtuale. Cosa ci porterà?
Non si parla di crisi, non si parla di imprese, non si parla delle famiglie e dei giovani. Continuiamo con lo sfruttamento del suolo e la vendita di proprietà comunali con una facilità quasi disgustosa. Mi domando da dove i costruttori prendano le risorse per costruire casermoni che poi restano vuoti. L'invenduto a Gorgonzola supera di molto il 50% del costruito. Questo per Radar e Gazzetta non fa notizia. Neppure cercare di smorzare i toni: ieri, sapete tutti di quel cittadino, che entrato negli uffici di Equitalia ha preso persone in ostaggio perchè esasperato dai debiti.
Nessuno si esprime su cosa sarà il domani, nessuno dice chi e come gestirà le cattedrali di cui i politici si pregiano. Notizie secondarie di nessuna importanza. La rappresentazione dell'alimentazione salverà il mondo, come il polmone verde della Martesana, peccato che si continua a fare uso e abuso del territorio. Neppure questo fa notizia. Regna la retorica e la demagogia. Complimenti