TF è anche al
femminile.
In tempi di grandi cambiamenti come quelli che stiamo
vivendo analizzare il tema di una buona comunicazione è un compito arduo di per
sé, se a questo aggiungiamo i tanti preconcetti legati al ruolo che gioca la
donna nella nostra società, e nello specifico nell’ambito culturale /politico
all’interno di nuove logiche del fare e della comunicazione, ci accorgiamo come
la società moderna ancora persegua il percorso dell’individuo al maschile.
A livello legislativo e nelle teorie ipotizzate sono stati
conquistati molti diritti al femminile fino ad arrivare alle pari opportunità
in campo professionale. E’ innegabile di
fatto, che senza addentrarsi nel merito degli aspetti privati all’interno del
nucleo familiare dove la donna svolge ancora un ruolo tradizionale, basta
addentrarsi nell’ambito professionale
per rendersi conto di come le disparità fra il maschile e il femminile
siano ancora fattori molto evidenti.
Le mancate parità sono imputabili a fattori di varia natura:
antropologici, socio-culturali, economici, psicologici, fisiologici, il tutto
si traduce anche in orari lavorativi, difficile coniugazione della vita
familiare, insufficienti servizi alla famiglia, accesso al credito e al
capitale sociale . Il tutto dimostra che la “segregazione di genere” non è
scomparsa, né in senso verticale, per quanto riguarda la conquista dei livelli
più alti in carriera, né in senso orizzontale, specifico di quei settori
tradizionalmente appartenenti all’uomo.
Oggi in cui l’instabilità sociale, politica e soprattutto
economica che vede il paese in crisi, le richieste di lavoro sono ferme o
nulle, il fenomeno si è accentuato.
Le differenze fra uomo e donna si sono prestate, nel corso
della storia, alla costruzione di un vero e proprio sistema di disuguaglianze
che vede la donna in un stato d’inferiorità, in virtù del quale la divisione
nel lavoro, nell’ambito sociale nella distribuzione del potere hanno creato una
forte dissimmetria.
Anche nell’ambito politico, benchè da un punto di vista
formale si sia cercato una sorta di parità teorica, esempio le “quote rosa”, ma
anche attraverso campagne di sensibilizzazione, si riscontra nei fatti un
grosso deficit di presenza femminile.
Spesso la politica si è servita della presenza femminile per
ruoli marginali, relegati a quei settori che appaiono culturalmente più vicini
alle “capacità” femminili.
Tradizione e Futuro.ac, crede che, le donne in politica rappresentino un passo
avanti in quanto fortemente innovatrici, combattive e attente ai
problemi del territorio legato al sociale e ai servizi, un leader politico
capace di essere mediatore, ascoltatore che sa cogliere ed essere partecipe
della vita di tutti i giorni cogliendo quegli aspetti della vita famigliare e
sociale come nessun altro.
Lo scopo di aver pensato a TF al femminile, nasce da queste ragioni. TF rosa non sarà un
gruppo distaccato, autonomo, sarà la chiusura di un cerchio che ci permetterà
di essere osservatori più attenti di quei problemi che altrimenti sarebbero
colti in modo marginale dalla politica corrente. Sulla base di quanto esposto e
a seguito di dare quelle risposte concrete che il territorio al femminile si
aspetta, all’interno di TF prende forma concreta una struttura organizzata che
pur facendo riferimento allo statuto regolarmente depositato e già in essere,
al presidente e al direttivo, avrà
facoltà di intraprendere un percorso più attento e mirato verso il mondo femminile presente sul nostro
territorio di Gorgonzola.

Non conosco i punti nello specifico,però, ritengo interessante l'iniziativa: le donne che parlano delle donne, dei loro problemi, delle aspettative di un territori sempre al maschile.
RispondiEliminaAspetto novità.
In Italia uno spodestamento come in altre parti non c'è mai stato. Da noi ci sono le donne forti, solo che siamo più attente alla tradizione, non abbiamo atteggiamenti di rottura, nè provocatori.
RispondiEliminaA livello locale non c'è una voce che raccolga il mondo della donna: le corse, il lavoro, la famiglia, i figli.
Il tempo da dedicare ad altro è poco. L'iniziativa è interessante.
Buon giorno.
RispondiEliminaSul nostro territorio ci sono donne impegnate nel sociale da anni, nessuno dei nostri pseudo politici ha mai pensato di valorizzarne le qualità.
Grazie
Salve.
RispondiEliminaL'iniziativa mi pare buona se ci sono le basi su cui lavorare.
Lo spread tra spettative e realtà cresce, solo un esempio se vogliamo essere in tema economico. Il nostro è un territorio in cui ci si mette in gioco attraverso l'amicizia, l'amica, altrimenti si rimane distanti dal sociale e dalla politica.
Qualche spunto, qualche nome.
RispondiEliminaNo!!!
Finalmente e' possibile dare concretezza alla nostra voce!
RispondiEliminaLa quotidianita' tipicamente femminile sottrae tempo ed attenzioni per il riadattamento al nuovo clima socio-economico, troppo spesso sfuggono particolari che potrebbero essere preziosi (scadenze, agevolazioni per determinate categorie, diritti e doveri che ci interessano direttamente, etc), perche' poco pubblicizzate o semplicemente perche' siamo in balìa delle nostre attivita' giornaliere e non prestiamo attenzione ad altro.
Personalmente vorrei non dover sempre adattare me stessa alla societa' sempre piu' esigente e cavillosa, vorrei trovare un punto di incontro per snellire certi aspetti e non sentirmi un numero come la societa' mi vorrebbe relegare, quasi non volesse permettermi di trovare tempo e modo di dire la mia.
Maria
La donna vive il ruolo ben definito della famiglia, o quantomeno mantenerne la facciata che è una tradizione secolare. Rapportarsi col cambiamento socio/culturale, vuol dire sottrarre del tempo a un ruolo che ci vede protagoniste nel privato.
RispondiEliminaEssere "protagoniste " attravervo la tradizione che ci distingue sarebbe interesse comune per un confronto che spesso ci vede escluse a priori se non in ruoli marginali.
Non essendo direttamente interessata da associazioni culturali e politiche, o meglio, mai mi è stato proposto un impegno diretto, io come altre donne viviamo in una sorta di rottura con ciò che non riguarda la famiglia o il proprio giro di amiche.
Le capacità femminili vanno ben oltre il pensiero comune.
RispondiEliminaRitrovarsi in associazioni culturali o politiche non è certo prerogativa solo degli uomini.
Sul nostro territorio abbiamo avuto e abbiamo esempi, positivi e negativi.
Da mia esperienza non sempre riusciamo a fare gruppo, spesso subentrano antipatie e protagonismi che nell'uomo sono più sopiti.
Un buon inizio credo voglia dire fare gruppo. La coesione è sinonimo di un buon rapporto ,aperto e proiettato a un fine.
Saluti
Ottima iniziativa, vi faccio i complimenti. Nell'ottica di questo inizio di millennio il ruolo della donna deve necessariamente essere proiettato verso una nuova catalogazione delle nostre interiorità, in pratica bisogna prima saper ricercare l'astrazione del sentimento e subito dopo operare un confronto fattivo tra la propria condizione familiare-lavorativa e gli interessi che la nostra comunità puó e deve risvegliare, soprattutto quando si parla di assurgere a posizioni di lungimiranza.
RispondiEliminaCredo che verró da voi a chiedere qualche informazione sui vostri programmi.
Un cordiale saluto e grazie.
A quando la possibilità di incontrarsi per saperna di più?
RispondiEliminaGrazie
Stiamo organizzando per presentare il gruppo di lavoro,percorso e presenza sul territorio.
RispondiEliminaGli incontri di conoscenza si terrano presso TF via Cavour 13.
Naturalmente potranno intervenire e contribuire tutti coloro che sono interessati ad occuparsi di questioni relative ai temi di attualità vissuti e presenti sul nostro territorio di GOrgonzola. Ci sono già interessi anche da parte di donne che già operano nell'ambito provinciale e regionale, sia riguardo il fatto politico che sociale.