Una piccola rivoluzione
Una piccola Rivoluzione.
Qualcuno parla di censura tra il sistema dei cittadini/elettori e i suoi
rappresentanti politici. Noi crediamo di aver intrecciato una sequenza di
piccole e grandi ribellioni. La politica
che ha assunto il potere, firma metaforicamente un programma con
l’elettore. Le promesse saranno un
debito. I bisogni prima di tutto. Poi, l’elettore si accorge che l’unico
programma valido è, un programma che non ha mai letto. Piazzati gli uomini ai
posti di comando, la giunta prende posizione e, il portone di palazzo si chiude a chiave. Un
silenzio coinciso con la permanenza al comando del duo Pdl, Lega. Abbandonato
il programma originale, il tutto si è concentrato su: cemento, svendita del
territorio, tasse, edilizia monumentale, tanti soldi spesi e mutui cui far fronte. L’ammodernamento strutturale e
infrastrutturale non ci pare riuscito. Anche
le buche sono, quelle di sempre. Questa è la sintesi per dire che, ci siamo rotti. Per dirvi che ci hanno rottamato. Lo stesso faranno tutti quelli che
oggi, solo oggi, inneggiano al nuovo, mentre hanno solo
cambiato abito.
Abbiamo iniziato la nostra piccola rivoluzione più di due anni fa. Quando tutti
dormivano. Abbiamo alzato la voce, abbiamo cercato di sensibilizzare l’opinione
pubblica, abbiamo fatto proposte e abbiamo posto l’accento sulle tare di posizioni molto discutibili
prese da questa giunta. La nostra piccola rivoluzione si
articola attraverso il dimagrimento della macchina comunale, i rapporti, le cariche, le scelte e la condivisione(un
consiglio che ogni due/tre mesi incontra i
rappresentanti dei cittadini che, possono intervenire con richieste e
proposte).
Il problema di evitare gli
squilibri per eccesso di obiettivi, si riconduce al problema di riportare il
sistema ad agire secondo scelte democratiche che coinvolgano l’opposizione e i
cittadini. Una programmazione democratica,
che consente di mettere a fuoco obiettivi di sviluppo legati ai bisogni. Nulla
di accidentale ma, neppure nulla d’imposto. I piani di sviluppo devono
indicare, all’interno di ciascun progetto, le varie parti di cui si compone,
ciò consente di valutare i piani d’intervento da ritardare o rinviare a tempi
migliori. Ogni anno, in occasione della relazione previsionale e programmatica, il comune formulerà un nuovo
quadro di riferimento nel quale si terrà conto delle modificazioni intervenute
e sulle contromisure da adottare. Questo consente di dare concretezza alla programmazione, spostando l’attenzione
verso azioni programmatiche più consone.
L’azione della domanda non può prescindere da, considerazioni sulla sua natura.
Il cittadino è il mandatario. Il livello d’investimenti minimi per i vari
settori deve essere un impegno, non un fatto occasionale. Ci rendiamo conto
che, la riduzione del coefficiente capitale/prodotto, è necessariamente
dimezzato per i comuni, proprio per questo l’essere oculato negli investimenti
e nello scambio dei beni deve darsi
parametri rigidi. Noi pensiamo a un
comune più snello, capace di combinare strumenti che compensino gli effetti non
desiderati. Noi viviamo in un concetto di
democrazia coniato dai giuristi sulle orme dei filosofi del settecento. “Governo
del popolo, governo dei cittadini
tramite i suoi cittadini”. Belle parole che non hanno trovato i fatti, ma che
devono ritornare a essere presenti in una politica che vuole definirsi nuova.
Ci piacerebbe inaugurare un vero Rinascimento, dalla figura del Sindaco,
dal numero ridotto degli assessori, dei consiglieri, dei direttori generali,
delle spese per la consulenza, un ufficio tecnico capace d’idee e progetti
esecutivi. Interessante sarebbe la creazione di un comitato di controllo,
composto di opposizione, maggioranza, tecnici, cittadini, un referente di
quartiere. Concentrare sforzi e risorse per un uso redditizio delle opportunità
che ci offre il territorio, l’uso della tecnologia (fonti rinnovabili-fotovoltaico).
Cogliere le situazioni delle grandi infrastrutture che toccano il nostro
territorio(la cava di prestito è uno degli esempi, di cui abbiamo dibattuto
molto). Ripensare al comparto industriale, come canale privilegiato per le aree di sviluppo, il
terziario e il commercio. Un
dipartimento di ricerca, coordinato con l’assessore, capace di cogliere al meglio le sovvenzioni per
gli investimenti proposti dalla regione Lombardia e dall’unione Europea. Essere
presente nelle partecipazioni pubblico/privato. Quello che, in sostanza tutti
dovremmo fare, sarà costruire una piattaforma di collaborazione, nella quale
partecipare attivamente attraverso impegno e proposte che siano condivise, non
importa da dove arrivano, opposizione, maggioranza, minoranza sul territorio,
solo così, possiamo parlare di vera Democrazia.
Fino a oggi il percorso è stato accidentato, anche a causa della crisi,
della politica e degli individualismi trasformati in pretesti istituzionali. Ci
siamo dimenticati del Mutuo Sociale, delle proprietà comunali (usate come merce
di scambio), dei servizi e delle infrastrutture che, non possono riguardare
opere di dubbio reddito così come, sono state concepite. Noi, pensiamo a un
punto di primo soccorso. Una città di ventimila anime non può più farne a meno.
Potremmo perseguire la strada di un nuovo, grande ospedale(un nuovo centro commerciale
non ci serve, vedi area Cascina Antonietta), che sia il riferimento dei tanti
comuni confinanti. Battersi per il Serbelloni. Un polo d’interesse storico,
culturale cui dar vita facendo pressione sulla regione Lombardia. Il turismo e,
mi viene in mente, un progetto sulle
”Vie d’acqua”, che deve tradursi in un intervento di riqualificazione e
valorizzazione paesaggistica, un nuovo look da abbinare alla valorizzazione di
palazzo Pirola, piazza della Repubblica da collegare alla sponda opposta che ci
porta alla biblioteca in attesa di essere riqualificata e ripensata. Idee
belle, condivise che ci riportano al significato di buona amministrazione che,
non vuole dire abusare della fiducia degli elettori, già rottamati il giorno
dopo. L’elettore abita il quartiere ed io,
amministrazione non posso fare differenze di ceto, classe, cultura, devo
rispondere alle esigenze di tutti.
Per me, i quartieri sono l’anima della città, sono il cuore fatto di
colore, usi, costumi, culture diverse che s’incontrano, esigenze, bisogni,
storie cui rispondere. La città deve
essere viva, attiva in ogni angolo. Attraverso i suoi arredi urbani, i suoi
percorsi, le vetrine, le aree a verde e le zone attrezzate per lo svago, gli
asili e le scuole (problema ancora aperto). L’illuminazione e la sicurezza. Un
sindaco che percorre la città in bicicletta, che si fermi con la gente. Un
Sindaco garante delle promesse, dei bisogni di tutti i giorni. Cose comuni cui
tutti dobbiamo guardare per ritrovare l’armonia di vivere la nostra città. Non
siamo interessati alle targhe in memoria. Noi siamo gente umile che non vive
nell’ottusità di una realtà, tutta soggettiva.
Queste sono piccole rivoluzioni che fanno parte del nostro pensiero che,
vorremmo realizzare assieme a voi. Già su questo blog vi avevamo accennato la
nostra idea di città e di governo. Saremo più precisi in altre sedi e sul
nostro futuro programma. “ Le idee sono di tutti, però se anche voi ne trovate
altre senza attingere sempre da quelle degli altri, possiamo migliorare”.
Grazie
mancuso
Buonasera Mancuso, idee semplici e concrete. Curiosa l'idea del Sindaco in bicicletta. Però, mi scusi, in futuro sia più conciso.
RispondiEliminaUn saluto.
Lei dice: i quartieri devono tornare al centro dell'interesse dell'amministrazione ecc). In modo più specifico voi cosa intendete fare per dare più vita ai quartieri?
RispondiEliminagrazie
Complimenti a voi, idee condivisibili, resta il fatto che, per realizzare ciò che dite dovete aggregarvi a qualcuno.
RispondiEliminaTutti parlano di buon senso, tutti vogliono cambiare e in tanti si propongono come "nuovo".
Io, spero che non nascano altre realtà, altrimenti sarà dura formare gruppi omogenei.
Buon divertimento.
Lei scrive "Abbiamo iniziato la nostra piccola rivoluzione PIU di due anni fa".
RispondiEliminaPerò il 18 febbraio 2012 il Sig. DeSantis scriveva: "Care amiche e cari amici di Tradizione e Futuro, oggi Tradizione e Futuro compie un anno, un anno dalla sua fondazione e dalla iscrizione ufficiale all’ Ufficio del Registro di Gorgonzola".
Dunque se a metà febbraio era UN ANNO oggi, metà ottobre, sarebbe UN ANNO E OTTO MESI FA, e non PIU DI DUE ANNI FA" come erroneamente scritto.
Siccome non è la prima volta che dice di esistere da "PIU DI DUE ANNI", come mai volete millantare MESI di esistenza in più di quella che avete?
La risposta che mi darete vi qualificherà per quello che siete.
Alberto
E' probabile che lei abbia ragione. Non voglio milantare niente perchè non cambia la sostanza.
RispondiEliminaIl mio pensiero probabilmente è rimasto a quando ho iniziato a pensare e parlare di questa associazione che, ovviamente non è nata in un giorno, ma, pensata con attenzione, argomentata con le persone che ritenevo potessero collaborare con me. Poi, come lei saprà, alcuni sono rimasti e altri non ci hanno creduto o non volevano compromettere la partecipazione ad alte realtà.
Come vede, non voglio far credere niente che non sia. Mi piaceva pensare a una piccola rivoluzione perchè abbiamo dato un pò più di voce al dissenso e all'opinione pubblica. Siamo una piccola realtà che cerca di fare del suo meglio attraverso i mezzi che ci possiamo permettere. Non ci sono interessi particolari. Vorrei stare in una cittadina bella.
Grazie, se vuole a rileggerla.
Alberto
RispondiEliminaLa ringraziamo moltissimo per la sua lezione di matematica.
De Santis scriveva "un anno dalla iscrizione all' ufficio del registro", è l' ufficializzazione, le idee hanno bisogno di qualche mese in mpiù per arrivare all' ufficialità... o non è daccordo.
Millantare mesi?
Il suo contributo alla politica gorgonzolese rimarrà nella storia.
Per Anonimo che dice: "Complimenti a voi, idee condivisibili, resta il fatto che, per realizzare ciò che dite dovete aggregarvi a qualcuno" rispondo: non capisco la teoria secondo la quale se le nostre idee sono buone dobbiamo aggregarci a qualcuno. Se piacciono saranno votate se non piacciono possiamo allearci anche con l' Altissimo ma manco vinceremmo. O no?
Vedo che la mia proposta di qualificarsi con nomi e cognomiè stata puntualmente ascoltata.
Abbiamo biosgno di qualche attivista in più e qualche anonimo in meno.
"fuori tema":
RispondiEliminaColoro che inneggiano alla rivolta, sono persone che non rispettano le istituzioni. Manifestare è un diritto, ma, un dovere rispettare le regole della democrazia. Ci sono forze che si definiscono nuove, lontane dai partiti, rivolte al popolo, alla gente comune. Dobbiamo pensare che è pura demagogia o per meglio dire: una presa per il culo. Un leader non può esaltare la rivolta, non può incitare al caos contro le istituzioni avvalendosi di mezzi illeciti. La contrarietà si manifesta in modo democratico, a testa alta e senza arrecare danni fisici e materiali a persone e cose. Vergognatevi, Questo non è il nuovo questo è solo casino. Così non cambierà mai niente.
Scusate il fuori tema. I fatti successi sono gravissimi. Pur con tutte le difficoltà che ci tocca affrontare in momenti come questi, non è giustificata la reazione che abbiamo visto. La democrazia si avvalora nel rispetto delle regole e del dissenso democratico...
Buongiorno, Solidale con voi, gli infiltrati sono ovunque. I leader che, istigano alla rivolta, meglio che stiano lontani da Gorgonzola. Rispetto al post in cui, date indicazioni precise sulle possibili soluzioni future, non ho letto la vs/ intenzione sul centro cittadino.
RispondiEliminaGrazie
La situazione economica ha penalizzato il commercio, l'abbandono da parte delle istituzioni non ci ha agevolati,Il nostro comune non ha fatto niente, se non concedere permessi per apertura di agenzie di compravendita. Non abbiamo un centro che attiri il cittadino. Se, come leggo si pensa a un nuovo grande centro commerciale, voi capite che la chiusura del centro è una bufala.
RispondiEliminaCordialmente Gianni P.
Inutile rimpiangere ciò che poteva essere. Certo che, se non cambia nulla nella volontà di coloro che, ancora potrebbero mostrare un segno di voler cambiare, sarà dura affrontare il cambiamento con coalizioni miste. Il lavoro futuro, secondo il mio modesto parere, deve partire dalla città che conosciamo. Riqualificare, recuperare, rigenerare, mantenere, condividere e proporre.
RispondiEliminaIl centro andrebbe chiuso. Il centro andrebbe recuperato, riprogettato, arredato. Le tipologie commerciali, in questi anni non hanno avuto specifiche direttive, neppure vincoli che limitassero il numero dei tanti doppioni di attività che, oggi limitano molto le scelte per dare vita a un centro che necessita di negozi accattivanti, una piazza, arredi urbani importanti e un assetto viabilistico pedonale da studiare in un tracciato alternativo. Pensi solo all'asse: via Italia, vicolo Corridoni, piazza della Repubblica(palazzo Pirola),naviglio e biblioteca da riqualificare. Le idee ci sono. Siete voi cittadini che dovete concretizzarle attraverso il cambiamento delle persone. Noi possiamo solo suggerire.
Un grazie a risentirla.
Dimenticavo: noi, il centro commerciale non lo vogliamo. Preferiamo l'ospedale, così come leggete sul post.
RispondiEliminaBuongiorno, mi interesso poco alla politica, però, ritengo che, le forze di centro destra che, non condividono quanto è stato fatto diano un segnale ai cittadini.
RispondiEliminaNessuno condivide un Sindaco che, non ha fatto niente per la cittadinanza. La risposta non è il centro sportivo, funzionante solo per alcuni che, si allenano nelle ore serali(chi paga la corrente).Neppure un cimitero che sarà un debito. Il comune che attribuisce agli amici della sinistra poteva non ampliarlo. Pdl e lega hanno l'interesse a ricandidarsi. Se osserviamo Gorgonzola abbiamo la risposta. Voi dite basta. Anche noi cittadini. De santis, io, capisco che lei non voglia intrusi ma, se vuole contare deve necessariamente trovare accordi.
No Amico, io non voglio zavorra, non intrusi ed è diverso.
RispondiEliminaMancuso si camuffa e chiede al suo (presunto) sodale De Santis di essere meno intransigente sulle alleanze, perchè ha una tremenda paura di rimanere fuori dai giochi per l'ennesima volta.
RispondiEliminaEccezionale!!!
Coglione, sei sparito? Mi avete rotto le palle: politici del cazzo,cittadini che ragionano per conscenza e non sanno un cazzo. Ci nascondiamo? Diciamo come stanno le cose. Fate tutti i Santi a parole, magari andate anche a messa e appena fuori ritornate gli stronzi di sempre. Andatevene a fare in culo.Sì, sono volgare! chi se ne frega,Il buonismo di cui molti si pregiano è solo finzione...Come i sorrisi e i saluti. Graziano come fai di cognome, tu, come tutti gli altri stronzi.
EliminaQuando sono rimasto fuori dai giochi,ho deciso io di farlo. Graziano, prima di unirsi ai soliti pistolotti per non dirle altro, cerchi fonti sicure. Ho sempre deciso liberamente, ancora non mi ha fatto fuori nessuno. Se ci vuole provare lei! Vada a rileggere tutto quello che è stato pubblicato, poi ne parliamo. Per il momento nessuno ha giocato con nessuno.TF è nata libera e libera rimarrà.
RispondiEliminaGraziano ti sto aspettando...Dimmi dove e quando...
RispondiEliminaMancuso, comprendo la sua irritazione e il suo tendere verso l'alto l'impegno che nessuno gli contesta, se non, coloro che volutamente vogliono farla irritare affermando il falso. Lei, così facendo,porta l'attenzione alle bassezze di questa "politica" faziosa, ma, allo stesso tempo manifesta quella intolleranza che la pone allo stesso livello dell'inverosimile Signor Graziano L. Uomo sicuramente privo di polso nel servire i pensieri altrui.
RispondiEliminaIl vostro è un buon percorso, continuate.
Cordialmente Alfonso N.
Le cadute di stile mi confondono. Ci sono momenti in cui bisogna dire le cose, in cui il buonismo non ha senso. Io non cerco applausi, sono così: mi irrito e resto amareggiato. La politica mi fa schifo, come pure i politici e tutti coloro che interpretano un ruolo per darsi un tono. Non mi serve un ruolo. Non ho mai chiesto.In effetti non saprei cosa chiedere. Non mi serve nulla. Ma,se io avessi una di quelle poltrone, più di metà li manderei a casa. Non potendolo fare(sono consapevole,io), andrò a casa io. Nessuna rottura di palle, più tempo, meno spese e meno imbecilli a cui rispondere o con cui discutere. La gente è abituata a lementarsi, se gli togli anche questo, di cosa discute? I politici o finti tali, si sono creati l'aureola, il sapere a discapito del cittadino che ci ha creduto. Così, viviamo tutti col naso all'insù incapaci di dire le verità in faccia, togliendoci quel filo di omertà camuffato col sorriso. Guardetevi attorno, aprite gli occhi. La bontà del fare esiste solo attraverso i fatti. Meglio dunque non impegnarsi per quattro pelandroni saccenti depositari del nulla. Andate avanti voi, io ho di meglio da fare.
RispondiEliminaGrazie
Mi scusi, sta dicendo che abbandona il campo? Potrebbe essere la gioa dei suoi detrattori. Forse è solo un malessere che,poi passa.
RispondiEliminaCi tenga informati.
Giulio C
Lunedì tutti all'edicola del mio amico Gianni. Comperate la Gazzetta della Martesana. Magari vi schiarisce le idee...Magari no...Magari vi farà piacere...
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