Di Vito De Santis
Siamo a parlare di nuovo della famosa cava di prestito della TEM.
Nei giorni scorsi qualche esponente politico locale ha, prematuramente, gridato alla vittoria: "la cava non si farà più..." dicevano.
Qualche giorno dopo ci pensa il Consiglio di Stato a riportare tutti con i piedi per terra: "sospesa la sentenza del TAR", allora la cava si farà?
Pare che chi dovrebbe decidere (CAL) sia intenzionato ad andare fino in fondo, in particolare se forte dell' orientamento del Consiglio di Stato.
Per vederci chiaro sono andato a sentire il famoso assessore Altitonante in tandem con Pisoni (entrambi candidati alla Regione) e i sindaci di Melzo e Gorgonzola.
Il discorso sullo stato dell' arte sembra andare a parare nella stessa direzione: tutte le iniziative, peraltro tardive, poste in essere (costate, ad oggi, 14.000 euro) portano sempre di più a pensare che, circa il famoso scavo nel terreno, si profila sempre di più come un clamoroso buco nell' acqua.
Ciò che mi è rimasto più impresso è il tanto impegno dei due candidati alla Regione (politicamente leggittimo, per carità...) che auspicano un accordo tra DUE settimane e segnalano che si andrà a votare tra UNA settimana....
Da questa campagna elettorale era abbastanza plausibile attendersi di tutto ma, nenche io pensavo si potesse ritornare ai tempi di Achille Lauro.... sebbene qui manchi anche la scarpa sinistra.

Poi fa niente se sono due anni che c'è gente che si dà da fare per evitare il disastro ambientale.
RispondiEliminaSiccome manca una settimana, è diventata una trovata elettorale.
Incommentabile.
Lo stato attuale delle cose è il seguente:
- TE ha inviato una lettera nella quale comunica la sua intenzione di stralciare il progetto (e su questo mi sono espresso, è inutile che mi tiri fuori tromboni delle parti tue, non mi sono inventato nulla)
- il TAR del Lazio ha ribaltato la sentenza di quello lombardo (che novità...) e ha detto che SI PUO' (non che SI DEVE) fare la cava
Se TE deciderà di mantenere fede a quanto comunicato alla provincia, la cava si farà.
Se dovesse fare retromarcia sulla scorta della sentenza del TAR del Lazio, potrete stappare lo champagne e festeggiare sulle ceneri della nostra campagna.
Io preferisco sempre la sconfitta attenuata dalla serenità di chi ci ha provato, piuttosto che la soddisfazione del voyeur che gioisce per una vittoria altrui.
Mi correggo, la frase esatta del messaggio sopra riportato ovviamente è:
RispondiElimina"Se TE deciderà di mantenere fede a quanto comunicato alla provincia, la cava NON si farà"
Scusa, devo imparare a non scrivere di fretta (e il messaggio non si puó modificare). Consiglio di stato, non tar del lazio.
RispondiEliminaCaro Stefano era comunque chiara la tua posizione.
RispondiEliminaNoi restiamo della nostra.
Abbiamo la cava per i troppi no, detti in primis alla TEM e poi al piano cave.
Nella mia esperienza da direttore risorse umane ho imparato che per non paralizzare le aziende occorre trattare, concertare, quando ci si arrocca su posizioni inconciliabili uno dei due attori dovrà soccombere.
Rimane la nostra posizione:
La cava non si può scongiurare per ovvi motivi.
Se c'era lo spiraglio per evitarla, bene avete fatto a tentare, ora però parliamo di cose serie, vediamo come evitare danno e beffa.
Se la cava si farà sarà per i troppi SI' pronunciati a suo tempo nelle "segrete stanze" da qualche furbetto del quartierino, che adesso fa finta di capeggiare il fronte del NO per un misero tornaconto elettorale.
RispondiEliminaChi invece ha provato in seguito a scongiurare il pericolo cava va assolutamente elogiato, sperando che riesca a portare a casa il risultato. Forse è troppo tardi, forse no.
Di Pedercini e dei suoi patetici tentativi di giustificare una lista alternativa a Baldi, non dite niente?
RispondiEliminaAnonimo, senza polemiche, ma questa domanda dovresti farla Pedercini.
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