martedì 5 marzo 2013

"Perdente di successo"

 
“Perdente di successo”. La vita va vissuta in tutta la sua espansività, nella pienezza delle azioni, delle idee, nella potenza dei gesti, ma anche nell’umiltà di proporre, cercare il confronto, l’ascolto, la condivisione, un pensiero per il prossimo, il confronto con noi stessi, la passione di fare e mettersi in gioco, senza l’imperativo di ricevere sempre un compenso. Il gusto di esserci, impegnarsi, lottare per un fatto reale ma anche per una propria utopia. Di cosa parlo? Se dovessi rispondere a tono a quanto pubblicato sulla gazzetta della Martesana “perdente di successo” accostato al mio nome, dovrei calarmi nelle possibili e infelici equivalenze di scambio, cadendo nella “fisiologia” del sistema sociale a cui siamo abituati: se sparo sugli altri sono io il più bravo.  Mi domando se l’essere “perdenti di successo”, sia un complimento, un’offesa o l’umorismo irremissibile, del debitore che si offre in cambio del suo creditore. La magia di convincere ruota intorno all’efficacia delle parole, di ciò che siamo, ciò che diciamo e vogliamo trasmettere attraverso il nostro percorso di vita, gli esempi e gli sforzi per essere migliori. Vivere in una società tecnologicamente, e non politicamente o moralmente ordinata, dove ognuno ricerca il proprio spazio e il proprio stile di vita è un fatto vincente e un successo per ogni uomo e ogni donna. Posso anche essere considerato il Calimero della politica, colui che si mette in gioco e poi non arriva. Ci sono gli uomini da palcoscenico e quelli che lavorano  dietro le quinte. Per anni con la lista dei Moderati per Gorgonzola abbiamo fatto perdere il Pdl (Forza Italia), ogni volta che non abbiamo trovato il confronto siamo stati l’ago della bilancia, è un dato, non ho mai accettato poltrone, e me ne hanno offerte di comode. I moderati hanno portato un Sindaco a Gorgonzola nella persona di Baldi, questo è un dato. Ho dato vita a TF e mi pare una buona cosa. Abbiamo anticipato i tempi, ci hanno definiti arroganti, ma poi tutti hanno seguito la scia. Ogni uomo quando si mette in gioco è un uomo vincente, comunque vadano le cose.
L’aspetto personale:  ho sempre svolto tanti lavori per mantenere i miei vizi (mio padre non possedeva molto, faceva l’operaio. Mi sono laureato in architettura con 95/100 al politecnico, mi mancano dieci esami per diventare ingegnere, Dipingo per passione con ottimi risultati, ho esposto in Brera e ora sono qui a palazzo con una mostra che ha visto alla sua apertura oltre 50 persone. Ogni tanto riprendo a disegnare figurini di moda, ho disegnato le divise di Publitalia per Confindustria, ho collaborato con una sartoria che confeziona alta moda che ha sede vicino a Gorgonzola, ho collaborato all’avviamento di un negozio a Gorgonzola, organizzando una sfilata di moda con 40 ragazzi e ragazze, ottenendo un grande successo, ho collaborato negli arredi di diversi palazzi d’epoca, e potrei continuare ad elencare le tante passioni che assorbono il mio tempo libero, senza rubare niente al mio lavoro vero, quello di tutti i giorni che mi permette di vivere. Le passioni non hanno un avere, hanno solo il dare, per il gusto di mettersi in gioco. Scusate non volevo essere presuntuoso. Sono convinto che, bisognerebbe conoscere il percorso delle persone prima di esporsi appiccicando etichette di cattivo gusto. Se quanto vi ho esposto, tutto documentabile vi porta a dire che, Mancuso è un perdente di successo, fate pure. Io, rimango di altra opinione. Non ho mai nutrito interesse per l’opinione degli altri, ciò che conta è quello che io penso di me stesso.
Grazie 


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