“Perdente di successo”. La vita va vissuta in
tutta la sua espansività, nella pienezza delle azioni, delle idee, nella
potenza dei gesti, ma anche nell’umiltà di proporre, cercare il confronto, l’ascolto,
la condivisione, un pensiero per il prossimo, il confronto con noi stessi, la
passione di fare e mettersi in gioco, senza l’imperativo di ricevere sempre un
compenso. Il gusto di esserci, impegnarsi, lottare per un fatto reale ma anche
per una propria utopia. Di cosa parlo? Se dovessi rispondere a tono a quanto
pubblicato sulla gazzetta della Martesana “perdente
di successo” accostato al mio nome,
dovrei calarmi nelle possibili e infelici equivalenze di scambio, cadendo nella
“fisiologia” del sistema sociale a cui siamo abituati: se sparo sugli altri
sono io il più bravo. Mi domando se
l’essere “perdenti di successo”, sia un
complimento, un’offesa o l’umorismo irremissibile, del debitore che si offre in
cambio del suo creditore. La magia di convincere ruota intorno all’efficacia
delle parole, di ciò che siamo, ciò che diciamo e vogliamo trasmettere
attraverso il nostro percorso di vita, gli esempi e gli sforzi per essere
migliori. Vivere in una società tecnologicamente, e non politicamente o
moralmente ordinata, dove ognuno ricerca il proprio spazio e il proprio stile
di vita è un fatto vincente e un successo per ogni uomo e ogni donna. Posso
anche essere considerato il Calimero della politica, colui che si mette in
gioco e poi non arriva. Ci sono gli uomini da palcoscenico e quelli che
lavorano dietro le quinte. Per anni con
la lista dei Moderati per Gorgonzola abbiamo fatto perdere il Pdl (Forza
Italia), ogni volta che non abbiamo trovato il confronto siamo stati l’ago
della bilancia, è un dato, non ho mai accettato poltrone, e me ne hanno offerte
di comode. I moderati hanno portato un Sindaco a Gorgonzola nella persona di
Baldi, questo è un dato. Ho dato vita a TF e mi pare una buona cosa. Abbiamo
anticipato i tempi, ci hanno definiti arroganti, ma poi tutti hanno seguito la
scia. Ogni uomo quando si mette in gioco è un uomo vincente, comunque vadano le
cose.
L’aspetto personale:
ho sempre svolto tanti lavori per mantenere i miei vizi (mio padre non
possedeva molto, faceva l’operaio. Mi sono laureato in architettura con 95/100
al politecnico, mi mancano dieci esami per diventare ingegnere, Dipingo per
passione con ottimi risultati, ho esposto in Brera e ora sono qui a palazzo con
una mostra che ha visto alla sua apertura oltre 50 persone. Ogni tanto riprendo
a disegnare figurini di moda, ho disegnato le divise di Publitalia per
Confindustria, ho collaborato con una sartoria che confeziona alta moda che ha
sede vicino a Gorgonzola, ho collaborato all’avviamento di un negozio a
Gorgonzola, organizzando una sfilata di moda con 40 ragazzi e ragazze,
ottenendo un grande successo, ho collaborato negli arredi di diversi palazzi
d’epoca, e potrei continuare ad elencare le tante passioni che assorbono il mio
tempo libero, senza rubare niente al mio lavoro vero, quello di tutti i giorni
che mi permette di vivere. Le passioni non hanno un avere, hanno solo il dare,
per il gusto di mettersi in gioco. Scusate non volevo essere presuntuoso. Sono
convinto che, bisognerebbe conoscere il percorso delle persone prima di esporsi
appiccicando etichette di cattivo gusto. Se quanto vi ho esposto, tutto
documentabile vi porta a dire che, Mancuso è un
perdente di successo, fate pure. Io, rimango di altra opinione. Non ho
mai nutrito interesse per l’opinione degli altri, ciò che conta è quello che io
penso di me stesso.
Grazie
mancuso
A che articolo si riferisce? Quello di Pedercini?
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