Ciao Direttore,
Può apparire avventuristica, una forma di rivalsa, un rimpianto per aver cambiato percorso quando c’era da raccogliere. Posso solo dire che l’aver pensato a Tradizione e Futuro è solo una mano tesa, frutto di coerenza di chi vuole offrire collaborazione e impegno, pur non possedendo incarichi e poltrone dalle quali dettare le regole del gioco. L’intervento esterno che può solo avere una funzione ausiliaria, era ed è rivolto alla saturazione di lacune congiunturali legate ad una visione spesso distorta di ciò che il Territorio chiede.
La copertura dei bisogni essenziali al mantenimento futuro delle infrastrutture, non comprimibili al di sotto del livello di gestione, anzi necessariamente crescenti per...
motivi demografici, ci hanno indotto come Tradizione e Futuro a proporre più volte quesiti che fossero di riflessione e ripensamento alla politica attuale, all’uso e alla gestione del territorio. La domanda sociale di “maggior vivibilità” delle aree, esprime un’aspettativa, forse ancora generica ma certo profondamente sentita di modificazione dei modi e degli usi del Territorio verso forme più sentite e consolidate di qualità. Non basta nascondersi dietro moltitudini improvvisate di tecnologie ecosostenibili o compatibili. I progetti vanno pensati, condivisi, studiati, devono dare risposte. Questo significa, da un lato innescare differenti valenze rispetto alle condizioni abitative e alla dotazione di servizi dall’altro trasformare lo spazio aperto in un vero connettivo urbano, luogo di relazioni sociali, scambio, incontro, attraverso il recupero e il consolidamento di una Identità, con la maiuscola, vero punto chiave per un nuovo rinascimento, con la minuscola. Senza la prima non esiste il secondo. Alcuni esempi? Si riparla del parcheggio in via Milano come punto strategico per il centro cittadino. Ma per chi e per cosa? Pensiamo prima a ricostruire un vero centro urbano. Altro esempio? L’ennesima variante al nuovo comune, mentre il bilancio è pessimo, continuando a giustificare le scelte facendo il confronto con la gestione del PD. Forse mancano risposte vere, oggettive, coerenti, che comunque non devono escludere le responsabilità di questa amministrazione.
motivi demografici, ci hanno indotto come Tradizione e Futuro a proporre più volte quesiti che fossero di riflessione e ripensamento alla politica attuale, all’uso e alla gestione del territorio. La domanda sociale di “maggior vivibilità” delle aree, esprime un’aspettativa, forse ancora generica ma certo profondamente sentita di modificazione dei modi e degli usi del Territorio verso forme più sentite e consolidate di qualità. Non basta nascondersi dietro moltitudini improvvisate di tecnologie ecosostenibili o compatibili. I progetti vanno pensati, condivisi, studiati, devono dare risposte. Questo significa, da un lato innescare differenti valenze rispetto alle condizioni abitative e alla dotazione di servizi dall’altro trasformare lo spazio aperto in un vero connettivo urbano, luogo di relazioni sociali, scambio, incontro, attraverso il recupero e il consolidamento di una Identità, con la maiuscola, vero punto chiave per un nuovo rinascimento, con la minuscola. Senza la prima non esiste il secondo. Alcuni esempi? Si riparla del parcheggio in via Milano come punto strategico per il centro cittadino. Ma per chi e per cosa? Pensiamo prima a ricostruire un vero centro urbano. Altro esempio? L’ennesima variante al nuovo comune, mentre il bilancio è pessimo, continuando a giustificare le scelte facendo il confronto con la gestione del PD. Forse mancano risposte vere, oggettive, coerenti, che comunque non devono escludere le responsabilità di questa amministrazione.
Questa è la Gorgonzola a cui penso. Questa è la Gorgonzola a cui pensa Tradizione e Futuro.
Su questi ed altri temi, legati alla qualità dell’ambiente, si propone TF, partendo dallo specifico di una riqualificazione dell’esistente. Inizialmente come? Attraverso un confronto diretto, tra enti culturali, amministrazione, tecnici, per verificare con gli utenti il livello di aderenza ai problemi delle varie zone. La politica attuale porterà ad un impoverimento della Gorgonzola che già esiste, quella da sempre trascurata a favore del miraggio dei grossi spazi, appetibili e fine a se stessi se non si ha la capacità di programmarli e gestirli, di capire meglio l’ urbanistica e il rinnovo delle risorse, anche quelle economiche. Aspetti più volte sottolineati da Tradizione e Futuro, ma che alla luce delle ultime dichiarazioni, vedi PGT e Consiglio Comunale, penso non siano stati capiti e non si vogliono capire.
La coerenza della Lista civica Moderati, (fatta eccezione per qualcuno) attraverso la netta posizione del suo presidente, l’Udc locale, l’incontro con Fli e Lega Italia, hanno pensato di dar voce a un dissenso comune, attraverso la condivisione di idee che vanno oltre il fattore politico, consapevoli che la prima condizione per la comunicazione interculturale è il riconoscimento, teorico e pratico , con le quali confrontarsi. Non si può pretendere di comunicare ciò che si nega.
Tradizione e Futuro mi rispecchia, e non ha bisogno di linguaggi definiti “disgustosi”. Probabilmente la persona che etichetta le nostre parole con questo aggettivo dovrebbe riflettere, magari metterci la faccia, come facciamo noi senza nasconderci e come mai lui ha fatto in prima persona. Troppo facile sfruttare i risultati di altri.
Allo stesso tempo invitiamo questa persona a pensare al linguaggio usato dal suo sindaco in Consiglio Comunale nel rivolgersi a una donna nella funzione di consigliere. Se accetta quel linguaggio, così come è avvenuto, il nostro non potrà certo dargli fastidio. Noi invece un richiamo ad un linguaggio più rispettoso, per persone, contenuti e metodi, lo facciamo. Sarebbe ora che qualcuno ascoltasse senza ridere.
Noi non offendiamo nessuno. Noi non ci pregiamo di giudicare nessuno, non siamo così presuntuosi e forse neppure così bravi nello scrivere. Ma ci facciamo capire, molto di più e meglio. Qualcosa vorrà pur dire.

Nessun commento:
Posta un commento