Il fatto morale."Dm"
L'identità vive nel fatto misurato, nel gesto, nella parola, nella condivisione, attraverso un confine dal quale non ci si può allontanare.
Sembra che se non si possieda il "potere"le cose non si possano cambiare e neppure modificare.
La società che non ha nulla di moralmente ordinato, dove ognuno va alla ricerca di una propria isola, nella quale riporre le disarticolazioni delle proprie vicessitudini, si allontana da una realtà oggettiva del confronto, parafrasando ogni fatto come fosse un fatto di una realtà soggettiva.
Il disagio dell'individuo è legato a un fatto culturale, dove inefficaci appaiono gli sforzi di una condivisione illuminata della ragione e dell'essere.
Nella nostra società, così come oggi articolata, la ragione non è regolatore dei rapporti fra gli uomini, dei sentimenti, del buon senso, della condivisione come fatto primario. Viviamo della contraddizione del nostro tempo, un tempo che prevale il reale e la coscienza dell'uomo, nel quale la spontaneità del pensiero e del gesto deve forzatamente trovare uno scopo,un ritorno, come l'impulso creativo del sentimento, sia pure esso un sentimento particolare, scaturito dalla riflessione di ciò che più conviene. Non riusciamo più ad armonizzare...
neppure i contrasti del quotidiano, i giorni si susseguono e prevalgono le abitudini delle tante cose che facciamo, come fossimo elementi inanimati e privi di sentimento.
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