martedì 5 aprile 2011

Il Fatto: Scriveva un caro amico...

- di D. Mancuso.




Scriveva un caro amico di ieri e di oggi: 
“Hai vinto, sostenuto dai MODERATI e dall’UDC locale.

Una lettera aperta ritrovata in un cassetto, nella quale fra tanti nomi c’è anche il mio, io che ho sostenuto per anni, la validità di avere un sindaco fuori da ogni concetto precostituito, presuntuoso quanto basta, con uno stile culturale nuovo, nello spirito originario dei Moderati.

Oggi dopo quanto è accaduto, mi domando chi sono i Moderati, gli uomini e le donne, paladini di ideali oltre gli schemi precostituiti dei partiti, perché solo dopo tre anni il signor Sindaco si riscopre nuovamente con l’animo del Moderato di un tempo, ancora l’avvicinamento all’UDC, che ha disconosciuto per tutto questo tempo? Abbiamo perso la fiducia negli alleati del PDL? Abbiamo perso fiducia negli alleati della LEGANORD? Ci stiamo attivando (con molto anticipo) per la prossima tornata elettorale? Siamo infastiditi dalla nascita e dal successo di Tradizione e Futuro?

Tradizione e Futuro è un contenitore culturale, un movimento di opinione. Non vuole essere la copia di niente e di nessuno, neppure dei moderati.

Io mi sento più MODERATO dei tanti che hanno partecipato alla riunione “segreta” svoltasi...
in uno studio di Gorgonzola, riunione nella quale ovviamente non sono stato invitato (questa la dice lunga sulla correttezza dell’individuo). Credevo che queste debolezze non esistessero più tra persone adulte che per anni hanno lavorato fianco a fianco.
Io non sono il sindaco e certamente non mi sento inferiore solo per una poltrona. Negli anni il mio percorso è stato sempre lineare, attivandomi per la crescita del gruppo, come quando portai all’interno del simbolo dei Moderati  l’UDC, allora come referente c’era  l’assessore Domenico Zambetti. Così come non abbandonai il gruppo quando mi proposero di essere il vice del signor Bolis. Quasi da subito, quindi da sempre, ho sostenuto la carica di presidente dei Moderati. Ricordo ancora che nel 2007, proprio per l’alleanza con questa giunta, mi lamentai molto, anche sui giornali, scrivendo di Baldi che aveva fatto l’accordo per Baldi e preso dallo sdegno dissi che avrei lasciato la presidenza. Il mal di pancia rimase sui giornali, perché io non ho mai presentato le mie dimissioni scritte a nessun direttivo.

Oggi mi si vuole togliere la facoltà di parlare da Moderato, scrivere da Moderato, firmarmi come presidente dei Moderati. Mi si vuole togliere la possibilità di utilizzare il logo, ma francamente non capisco a quale giurisprudenza il signor Sindaco faccia riferimento. La mia disponibilità al dialogo e al confronto è sempre valida, come pure un confronto in un assemblea pubblica, nella quale ascoltare i fatti veri e quanti si vogliono confrontare senza la sudditanza  verso una poltrona che comincia a sbiadire. Non mi  devo giustificare con nessuno, solo ribadire l’incoerenza dell’animo umano a cui basta veramente poco per voltare pagina, dimenticare amicizia e percorsi, per il proprio tornaconto.



A buon intenditor poche parole.

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