(Gazzetta della Marsesana - Lunedì 11 Aprile 2011)
(By gtm) - La scorsa settimana è esploso il caso_Bossi. Il consigliera comunale in quota Pdl, infatti, aveva denunciato pressioni e offerte di regali per abbandonare il suo posto in Consiglio Comunale. Eventualità che, se dovesse verificarsi, lascerebbe spazio a Stefano Molinelli, ex Pdl e oggi nelle fila di Lega Italia. Facile, quindi, intendere che fosse proprio lui il bersaglio delle accuse lanciate dall'ex-collega di partito. E ora, a una settimana di distanza, lo stesso Molinelli replica con un lungo intervento. E le sue sono parole al vetriolo.
Ecco, cari tutti, come inizia la pagina 55 della Gazzetta della Martesana di oggi Lunedì 11 Aprile. L'attesa di una settimana è stata d'obbligo, capirete durante la lettura della mia replica (che dovrò dividere in due per motivi di spazio), e mai come stavolta "vale la candela". L'originario titolo era questo: ORA BASTA. QUESTA E’
Ringrazio il giornalista e la testata che mi hanno pubblicato la versione integrale. Non aggiungo, altro vi lascio alla lettura, le considerazioni le faremo alla fine.
"Una premessa. Non sono solito rispondere a mezzo stampa adeguandomi ai toni ricevuti. Ma mi rendo conto che la “vera politica” non esiste più. Oggi vale la regola del distruggere prima il tuo avversario e poi discutere di politica. Ciò non mi appartiene né come uomo né come cultura. Detto questo, mi trovo costretto a rispondere su quanto da voi pubblicato. Ma lo farò nei modi in cui mi riconosco, rifiutandomi di utilizzare gli stessi sistemi tanto cari ai miei detrattori.
Da sempre sono per la libertà di stampa e credo che sia diritto inalienabile di uomini e donne libere poter esprimere un’opinione; quindi non sono avvezzo a colpire giornali e giornalisti che riferiscono fatti, o presunti tali, perché parto dal concetto che prima di pubblicare una notizia si documentino e facciano le dovute indagini. Credo che per alcuni non sia andata così e per ora vorrei sorvolare nei loro confronti.
Un conto è pubblicare un contraddittorio, ben altro è pubblicare una dichiarazione palesemente...
falsa e volgare sia nei modi, nei metodi e nei tempi avvenuti, e in questo aver ricevuto preventiva telefonata di verifica a quanto stava succedendo rende onore alla professionalità del cronista e della testata. Parlo ovviamente della Gazzetta della Martesana che ringrazio pubblicamente.
falsa e volgare sia nei modi, nei metodi e nei tempi avvenuti, e in questo aver ricevuto preventiva telefonata di verifica a quanto stava succedendo rende onore alla professionalità del cronista e della testata. Parlo ovviamente della Gazzetta della Martesana che ringrazio pubblicamente.
Andiamo ai fatti. Da un paio d’anni subisco vere e proprie accuse che infangano il mio nome, la mia rispettabilità e la mia professionalità, inquinata quotidianamente, con riflessi nefasti in ambito lavorativo. In particolare, fino ai primi di Marzo 2011, ho appreso illazioni per le quali non vale neppure la pena arrabbiarsi o prendere in considerazione.
Da oltre un mese subisco vere e proprie violenze verbali e circolano illazioni infamanti sul mio conto. Il mio riferimento è ovviamente nei confronti della sig.ra Marinella Bossi che conosco da molto tempo come persona stimata nota a tutto il centro destra, ma non solo a lei.
Dal 7 Marzo in poi, sera in cui a mia insaputa il dott. Osvaldo Vallese, capogruppo della Lista Città Amica, promuove in Consiglio Comunale una richiesta di accertamenti sulle assenze del consigliere PdL Marinella Bossi, sono stato letteralmente preso di mira da alcuni componenti della giunta Baldi. Un accanimento esagerato, strumentale e oltremodo diffamatorio. Come da me già confermato, ad un ulteriore ed eventuale spostamento di cariche consigliari nella maggioranza PdL, sarei io oggi il primo a sedermi in Consiglio Comunale. Alla luce dei fatti da me rilevati, delle dichiarazioni rese pubbliche e di quelle in mio possesso, non sono certamente io a dover dare delle spiegazioni in merito e comunque posso affermare, sopra ogni sospetto, che la realtà è ben altra.
In politica dovrebbe essere una consuetudine denunciare i fatti gravi ma è purtroppo diventata un’abitudine non farlo, neppure a fronte di illazioni e accuse infondate atte a distruggere l’immagine della persona. Ebbene io non sono così e invito tutti coloro che fanno politica attiva in consiglio comunale che se sanno è bene denunciare anche se ciò potrebbe danneggiare un collega di partito. La politica dovrebbe essere innanzitutto un esercizio di buon senso, di correttezza e assoluta trasparenza.
Rilevo con amarezza che nulla di ciò appartiene all’attuale politica che governa da quasi tre anni Gorgonzola, che confonde l’essere buoni al buonismo, che è ben altra cosa. L’essere buoni prevede l’ascolto e all’occorrenza anche la replica senza ma e senza se, e senza ipocrisie. Il Buonismo accetta solo il compromesso, il puro opportunismo, il mettere tutto a posto seguendo le logiche del baratto e del tornaconto personale, e in questo non mi riconosco affatto sfidando chiunque a dimostrare il contrario.
(Segue parte 2)

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