mercoledì 25 maggio 2011

Ci siamo sdoganati? FORSE!!!

TF
- di TF


Ci siamo sdoganati? Forse! Noi non lo sapevamo. Siamo sempre stati, e saremo, “uniti fuori dal coro”.
TF, non è mai stato un contenitore circoscritto, chiuso e fine a se stesso nella presunzione di essere puro transito o modello culturale di mercanteggio futuro, da sempre questa sorta di dispositivo logico-fisico in cui si lavora per trovare una collocazione a 360°, ha manifestato la propensione ad essere un’alternativa concreta alla manipolazione che la politica permette ai suoi interpreti.

Oggi la politica della confusione, dove il monopolio delle posizioni ha creato per gruppi di appartenenza una chiusura al dialogo e allo scambio, ha inciso profondamente sulla qualità della vita, la quale è stata sostituita dalle parole e...
dalle scritte sugli emendamenti del fare che sono serviti ad avere consensi senza essere applicati.
Una dettagliata e differenziale struttura di esclusioni organizza e distribuisce la devianza: l’etica, la trasparenza, il confronto, l’esclusione temporale dell’appartenenza a questa o quella frangia politica, i grandi temi che vedono la collaborazione di tutti,  dal cittadino alle forze di opposizione, il recupero della tradizione e della storicità del territorio attraverso il recupero residuale dei quartieri come fatto integrante e non disgregante per tipologia di classe. Una città unica, da vivere, dove le recinzioni siano l'etica, la fermezza e l’osservanza delle regole che distinguono una società civile fondata sul diritto/dovere da una società pseudocivile fondata sulla menzogna e su mascalzoni. Dove le recinzioni non siano quelle griglie fatte di ferro che confinano un nuovo quartiere, alienizzandolo di fatto dalla città e dal suo contesto.

TF crede in una politica aggregativa, base fondamentale per poter interferire positivamente negli aspetti di un mercato organizzato nelle funzionalità dei processi di sviluppo, del singolo come della comunità, una sorta di edificio, somma qualitativa di una comunità capace di crescere attraverso la pianificazione del territorio strumento fondamentale di reddito rinnovabile.

Ci siamo fatti e abbiamo fatto tante domande, troppe senza risposta. Resta il fatto che la politica non può più essere un fatto di  personalismi. La complessità delle esperienze che ci troviamo ad avere col mondo dello scambio e del confronto induce alla creazione di un disagio nei rapporti diretti, da qui la impellente necessità di un punto fermo, di riferimenti e strumenti che garantiscano il passaggio da cittadino ad una carica istituzionale.
Da tempo questa politica ci ha lasciato l’incertezza delle scelte fatte, l’incapacità nel dire chiaramente le scelte di uomini e interventi, dei rimpasti per stare a galla, degli accomodamenti per accontentare tizio o caio, in un gioco del quale il cittadino elettore è stato estromesso, ancora le grandi scelte incoerenti e piene di lacune. Il PGT presentato come corpo estraneo solo dopo aver presentato Centro sportivo, C6 e cimitero, come se questi interventi non facessero parte del piano del territorio. Noi crediamo, e non siamo i soli, che ci siano molti cavilli sui quali la giunta è chiamata a rispondere. Non è ancora chiara la gara di bando per l’assegnazione delle imprese costruttrici nel C6: non si conoscono al dettaglio i costi, i terreni interessati e i nomi dei proprietari, non capiamo perché si voglia penalizzare il terziario esistente, quali situazioni hanno condizionato le scelte sul territorio, quale politica per il commercio, per i giovani e i luoghi di aggregazione. La politica che viene esercitata a Gorgonzola non toglie ai nostri giovani solo il futuro ma toglie anche il presente.

TF senza alcuna retorica non vuole questa politica. L’impegno fin da ora è quello di vestire panni nuovi, attraverso nuovi modi di interpretare il futuro che parta da un presente da recuperare. Il nostro cammino è già cominciato, la volontà del confronto ha già dato i suoi frutti, ASPETTIAMO LA DISPONIBILITA’ DI TUTTE LE FORZE PRESENTI SUL TERRITORIO, riformiste e non, per un confronto costruttivo sulle idee e non su possibili accordi che sappiamo poi non essere mantenuti. 
Gli accomodamenti del poi non ci interessano, chiediamo cortesemente chiarezza e serietà, soprattutto in che afferma di volerci guidare proclamando il nostro bene ma ottenendo di fatto solo un proprio bene personale.



2 commenti:

  1. "Una dettagliata e differenziale struttura di esclusioni organizza e distribuisce la devianza: l’etica, la trasparenza, il confronto, l’esclusione temporale dell’appartenenza a questa o quella frangia politica, i grandi temi che vedono la collaborazione di tutti, dal cittadino alle forze di opposizione, il recupero della tradizione e della storicità del territorio attraverso il recupero residuale dei quartieri come fatto integrante e non disgregante per tipologia di classe."

    Neanche nelle assemblee del '68 si leggevano certe supercazzole. Mi sa che se volete aggregare prim dovete imparare a spiegarvi.
    Senza offesa, eh?

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  2. @RAQUO: Appreziamo le tue considerazioni ma ti assicuriamo che siamo molto, molto lontani dalla presunzione. Sul fatto dell'aggregazione non abbiamo problemi: la gente ci ascolta, per chi vuole farlo, ci cerca, viene da sola e vuol partecipare. Ci sarà un perchè, non trovi? Comunque cercheremo di essere più chiari così forse ti avvicinerai anche tu.
    Grazie e continua a seguirci. TF

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