sabato 9 luglio 2011

MICRO IMPRESE UN PATRIMONIO DA SALVAGUARDARE.

Di Vito De Santis

Fatto:

Nel nostro Paese ci sono cinque milioni di micro imprese che rappresentano il 95% del tessuto produttivo italiano. Mentre Tremonti stende una manovra per recuperare 45 miliardi per garantire il pareggio di bilancio (nel 2014????) questi piccoli imprenditori sono disponibili ad un patto: lasciateci lavorare, dicono, occorre che ci liberiate dal cappio della burocrazia, dall’ oppressione del fisco, dalla vessazione delle banche, e noi ci impegniamo  ad emergere dal nero, smetteremo di essere dei “fantasmi”.
Non intendiamo in questa sede perorare la causa chi evade, perché il principio sancito dall’ art. Art. 53 della Costituzione della Repubblica Italiana: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” in una democrazia come la nostra deve essere sacrosanto, per tutti, lodi in testa.
Ma quel principio detta anche una regola importante “concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, questa regola indica una strada maestra che è quella di garantire ad ogni contribuente di concorrere alla spesa pubblica in ragione delle proprie capacità contributive, e per “capacità contributive” devono essere  intese, non solo le capacità economiche, ma anche le capacità strutturali che permettono ad una pletora di imprenditori, spesso senza un’ azienda strutturata alle "spalle” di fare fronte agli obblighi burocratici, sempre in aumento, sempre più vessatori, sempre più complicati che conducono, spesso per errori od esasperazioni, all’ evasione.

Vediamo i numeri:
  • Valore del sommerso in Italia: 225 miliardi di euro (altro che pareggio di bilancio);
  • 38% evasione media in Italia;
  • Pressione fiscale italiana (in percentuale sul PIL, proiezione 2011), 45,9% (terza in Europa);
  • 15 miliardi di euro anno il peso della burocrazia (di cui 11,5 mld per le microimprese);
  • 1587 € costo medio per dipendente che grava sulle microimprese (solo in termini di adempimenti burocratici);
  • 5,5 (media) giorni di lavoro persi all’ anno dai “microimprenditori “ per ottemperare agli obblighi burocratici;
numeri da sconforto.

Secondo Comitas (associazione per la difesa delle micro imprese – quelle con meno di 10 dipendenti), l’ emersione dei piccolissimi...
contribuirebbe alla crescita di 4-5 punti di PIL in due o tre anni, con conseguente riduzione della pressione fiscale prima in % sul PIL (l’ attuale 45,9% diverrebbe 40,9%) poi in termini reali perché un’ emersione del genere aprirebbe un’ autostrada per chi veramente sarebbe intenzionato a ridurre in modo significativo la pressione fiscale, con conseguente aumento dei consumi.
Non solo: con il rilancio della microimpresa il sistema stato sarebbe in grado di riassorbire il 30% della disoccupazione (oltre il 50% di quella giovanile). Aggiungiamo anche circa 45 mld di oneri impropri pagati a banche, fisco, pagamenti ritardati della pubblica amministrazione (circa 220 giorni l’ attesa media per ottenere il pagamento di una fattura dalla P.A. – FLI ha proposto di ridurre tali termini al massimo di 35 giorni perentori), lungaggini della giustizia amministrativa, oligopoli.

COME USCIRNE?

I microimprenditori hanno le idee chiare, chiedono:
  1. Il riconoscimento dello status di microimpresa, perché occorre intervenire sui loro problemi reali senza confonderli con quelli delle altre imprese che hanno strutture ed esigenze diverse;
  2. Il Governo deve difenderli dalle Banche (ti dicono più sei piccolo più paghi), funziona così in Italia: la Banca è quel signore che ti porge l' ombrello quando c'è il sole;
  3. Forfettizzazione di tasse e contributi: ci si metta d’accordo, l’ amministrazione dica quanto devono pagare e poi se la vede lei come dividere i soldi tra INPS, INAIL, Regione, Addizionali (varie), Servizio Sanitario, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, vogliono pagare, ma vogliono che gli sia semplificata la vita. Un povero artigiano di paese non può fare tutti i conti e avere anche l’ incubo di subire gli identici controlli riservati a chi ha più di 250 dipendenti. I piccoli non possono pagare più tutti questi costi indiretti. Occorre semplificare tutto. Il tempo e i soldi risparmiati sono per lo Stato.

Ma noi di TF siamo piccoli e partiamo dal basso.

E ci chiediamo se è giusto cominciare dalla burocrazia e dai tempi dettati dall’ amministrazione comunale (non è possibile che un piccolo artigiano o commerciante debba attendere in media 3,5 mesi per un’ autorizzazione ad esporre un’ insegna), occorre che il Comune si faccia garante di una semplificazione di quelle che sono le sue competenze.

Un esempio pratico:

Io sono un cittadino comune e voglio aprire un BAR:  devo avere la possibilità di recarmi ad uno sportello preposto, compilare un modello e da quel momento deve essere lo sportello preposto, a farsi carico del prosieguo: inviare le comunicazioni a tutti gli uffici competenti (ASL, Vigili del Fuoco, Agenzia delle Entrate, ecc.) rilasciare autorizzazioni in tempi strettissimi, ed altro


… riusciamo ad arrivare a questo? Investiamo, tagliando tasse ed oboli, su chi ha il coraggio di mettersi in gioco creando un’ attività nel centro storico di Gorgonzola, o continuiamo sulla strada del Centro Commerciale? Costituiamo anche a Gorgonzola lo sportello del Consulente Del Lavoro* come è successo a Firenze, a Biella, a Pescara, a Catanzaro, a Reggio Calabria? Lo facciamo un centro storico che incentivi commercianti e potenziali clienti?

A settembre TF farà sentire la sua voce con una iniziativa, senza pari, dedicata alla microimpresa. Per ora è tutto quello che possiamo anticiparvi, non amiamo azioni spannometriche.

DISCUSSIONE APERTA


P.S.
*) Per qualche anonimo facinoroso che dovesse essere a conoscenza che io di “mestiere” faccio il Consulente del Lavoro: declino già da ora la mia candidatura a sovrintendere le attività dello sportello del Consulente del Lavoro (il conflitto di interesse non è nelle mie maglie).

7 commenti:

  1. Questa non è arroganza, questa è voglia di fare, di proporre, di urlare i conflitti che frenano la voglia di mettersi in gioco. Ci sono cavilli burocratici dettati dall'alto, ma ci sono tanti cavilli che le amministrazioni comunali potrebbero rivedere, potrebbe adottare un sistema di gestione che non favorisca pochi, ma tutti coloro che hanno voglia di fare. Agevolare la micro impresa vuol dire dare occupazione,avere delle entrate sicure, dare sviluppo a una cittadina ferma, dove non c'è richiamo, interesse. Perchè dovrei recarmi a Gorgonzola? ci siamo mai chiesti quanta gente attira la solita festa paesana? A cosa è servito spendere tanto per pALAZZO pIROLA?Quali iniziative interessanti per movimentare un centro città inesistente? un posto viene frequentato perchè gli interessi sono vari,curiosi e interessanti. Noi le idee le abbiamo, non abbiamo poltrone. Ora non copiate...parlate con noi....

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  2. Domandina per tutti coloro che han voglia di rispondere: che cos'è il SUAP ?

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  3. Sportello Unico Attività Produttive.
    come la temperatura di Bolzano: non pervenuta
    O almeno i microimprenditori, tutti incazzati neri, che ho incontrato non si sono accorti della sua esistenza.
    Caro anonimo: qui delle due l' una: o io non so scrivere o Lei non sa leggere.

    Ho già scritto che le microimprese necessitano del riconoscimento di uno status che eviti di gestirle con gli stessi mezzi e le stesse risorse delle altre.

    Resti il SUAP (ove funzionasse) ma si proceda alla crazione di uno sportello "MICROIMPRESA", questa è la battaglia da vincere.

    L' ironia ed i ricordi calcistici di qualche menestrello della politica nostrana lasciano tanto tempo quanto ne trovano.

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  4. Ci sono coloro che si prestano al gioco,io non gioco, ci sono coloro che scrivono per altri, io scrivo per me, ci sono coloro che per professione esercitano l'anonimato, magari rappresentano qualcuno, magari sono mandati da qualcuno, magari sopperiscono agli articoli demagogici che si commentano da soli, magari!...Noi stiamo camminando in modo costruttivo, cerchiamo, proviamo a ripartire con serietà dal momento che il centro dx deve fare ammenda. STiamo sbagliando? forse, probabilmente, sicuramente, ma questo è il nostro percorso.I tanti che cercano di sbeffeggiare TF farebbero meglio a guardare in casa loro, dato che da dire per fatti e incoerenza ci sarebbe un lungo e sgradito elenco,Tutti sonnecchiano ma tutti sappiamo come vanno le cose, quindi cari politici intelligenti tornate al primo gradino perchè di fatto non siete nessuno, anzi meno dato che l'arroganza vi spinge oltre... se volete la guerra noi ci siamo...

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  5. si vis pacem para bellum.

    Tempus tacendi.... tempus loquendi

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  6. AHI AHI AHI

    "ESCUSATIO NON PETITE, ACCUSATIO MANIFESTA" !!!!!

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  7. "Non petita", anonimo. "Non petita". lasciate stare il latino se non lo conoscete.

    Ho dato solo un' interpretazione letterale a quanto scritto, visto che Lei a ciò non è avvezzo.

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