Indignados e Indignati.
Domani a Roma, in una delle città più belle al mondo e certamente la più rappresentativa d’Italia per storia e per grandezza, senza nulla a togliere a tutte le altre per carità, vivrà l’ennesima manifestazione di protesta. Da quanto si apprende dai media, sarà l’ennesima di oltre 300 manifestazioni tenutesi nella capitale dall’inizio dell’anno. Vero che non tutte (e menomale) sono state di protesta. Ma se andiamo avanti così, ora di San Silvestro tutte quelle che nasceranno saranno certamente di protesta, di reazione, di condanna. Qui il problema è grave, anzi gravissimo: non si arriva più neppure a metà mese, figuriamoci al 20 o al fatidico 27 del mese, sempre che esista ancora. Qui la realtà si dimostra cruda e feroce. Diventa pericolosa e non più realmente gestibile. Si trasforma in un incubo per famiglie, giovani e lavoratori, genitori e figli.
E cosa sentiamo dire a conforto? - “Io sono qui,
e con me una maggioranza politicamente coesa, al di là degli incidenti d'aula,
sono qui con la mia maggioranza per testimoniare che l'Italia ce la fa, ce la
farà…” Si è visto oggi come sono stati coesi: solo per
la propria dorata posizione sono rimasti tutti uniti. Ma la “maggioranza” venuta fuori
dall’ennesimo voto di fiducia è questa volta più labile che mai. Mai come
adesso è davvero appoggiata sulla sabbia, altro che roccia. E lo si vedrà presto
col Decreto sullo Sviluppo.
E questo sarebbe il Governo
che ci meritiamo?? Sarebbe ciò che rappresenta il nostro tricolore?? La nostra
Patria?? La nostra immensa ITALIA?? Che rappresenta tutti noi??
Domani purtroppo assisteremo
a un giorno triste per la democrazia. Pur sperando che nulla di grave potrà
succedere, ed è l’auspicio di tutti coloro che aborrano la violenza come...
forma di protesta, noi non dobbiamo rimanere indifferenti a tale voce di popolo che con rabbia troverà l’ennesima forza per ribadire un unico concetto: NON CE LA FACCIAMO PIU’.
forma di protesta, noi non dobbiamo rimanere indifferenti a tale voce di popolo che con rabbia troverà l’ennesima forza per ribadire un unico concetto: NON CE LA FACCIAMO PIU’.
Cosa fare, cosa proporre per evitare questa ennesima caduta??
Riconoscere di aver fallito un progetto e un programma
elettorale. Rimettere la decisione in mano dei cittadini. Smetterla di dire e
di credere che “non c’è altra alternativa credibile...
a questo Governo”. Ammettere di aver tradito la nostra fiducia di uomini e donne libere, liberali, di centro e di destra. Ammettere di aver generato una dirigenza politica “la peggiore in assoluto degli ultimi trent’anni repubblicani”. Ritornare al voto al più presto per scongiurare un tracollo economico e finanziario ancor più disastroso della Grecia. Ritornare a dialogare con la realtà, senza occultare le prove di un fallimento senza confini e argini, affrontando i problemi VERI e non solo quelli riguardanti la casta e i singoli Re Artù. Fare il referendum per la “padania” così una volta per tutte ci si riconoscerà veri Italiani, da nord a sud, e il longobardi bergamaschi ritorneranno a più cauti proclami. Abolire le Provincie e il federalismo fiscale per come oggi viene proposto. Proteggere il “marchio Italia”, la ricchezza dei suoi prodotti e della sua storia. Rinnovare il Paese diffondendo il ritorno alla cultura e al rispetto del lavoro. Cominciare a dare delle risposte concrete e non promettere sempre tanto per raccogliere consensi. Parlare di Famiglia e di Futuro senza dimenticare la nostra storia, la nostra grande generosità verso tutti i popoli del pianeta. “Ricominciare ad usare la bicicletta e comprare le michette”. Ritornare a dialogare con tutti, con i deboli, con i poveri, con i senza voce. Ricominciare a parlare di sociale e costruire per esso una generazione di responsabili. Ritornare a guardare la terra dal basso, sporcandoci di polvere mani e scarpe. Rifondare quel senso civico e quel amor di Patria che siamo certi che esista davvero e che sia ben vivo dentro ognuno di noi.
a questo Governo”. Ammettere di aver tradito la nostra fiducia di uomini e donne libere, liberali, di centro e di destra. Ammettere di aver generato una dirigenza politica “la peggiore in assoluto degli ultimi trent’anni repubblicani”. Ritornare al voto al più presto per scongiurare un tracollo economico e finanziario ancor più disastroso della Grecia. Ritornare a dialogare con la realtà, senza occultare le prove di un fallimento senza confini e argini, affrontando i problemi VERI e non solo quelli riguardanti la casta e i singoli Re Artù. Fare il referendum per la “padania” così una volta per tutte ci si riconoscerà veri Italiani, da nord a sud, e il longobardi bergamaschi ritorneranno a più cauti proclami. Abolire le Provincie e il federalismo fiscale per come oggi viene proposto. Proteggere il “marchio Italia”, la ricchezza dei suoi prodotti e della sua storia. Rinnovare il Paese diffondendo il ritorno alla cultura e al rispetto del lavoro. Cominciare a dare delle risposte concrete e non promettere sempre tanto per raccogliere consensi. Parlare di Famiglia e di Futuro senza dimenticare la nostra storia, la nostra grande generosità verso tutti i popoli del pianeta. “Ricominciare ad usare la bicicletta e comprare le michette”. Ritornare a dialogare con tutti, con i deboli, con i poveri, con i senza voce. Ricominciare a parlare di sociale e costruire per esso una generazione di responsabili. Ritornare a guardare la terra dal basso, sporcandoci di polvere mani e scarpe. Rifondare quel senso civico e quel amor di Patria che siamo certi che esista davvero e che sia ben vivo dentro ognuno di noi.
Non crediamo che per fare questo e altre mille cose siano
necessari gli Indignados di domani. Dobbiamo però ammettere che sono la faccia
di ciò che siamo diventati tutti, nessuno escluso, sebbene tale affermazione ci
da fastidio. Ma siamo convinti che non bisogna DIFFONDERE L’ODIO E LA VIOLENZA
PER DIMOSTRARE LE PROPRIE RAGIONI, così
come però non bisogna rimanere inermi di fronte a tale decadenza di valori
umani e cristiani. Bisogna Indignarci TUTTI, sputare fuori le nostre ragioni e poi
rimboccarsi le maniche in silenzio, con dignità e coraggio. Ognuno nel suo
piccolo. Altro che dipingere le colonne del Municipio per
rallegrare la piazza. Qui ci vogliono fatti reali e mettersi una mano sulla
coscienza credendo che si possa ancora trovare una via d’uscita. Magari facendo
un passo indietro e rivedendo alcune decisioni. Magari ascoltando le proposte
di tutti o rivedendo le proprie, mettendo da parte la presunzione di sentirsi più
intelligenti, più furbi di altri, più capaci. Qui si gioca con le coscienze e
le vite delle persone e ciò non è più ammissibile.
Un atto di umiltà noi domani lo facciamo: apriamo la
nostra sede a tutti i cittadini di Gorgonzola, lavoratori, commercianti, imprenditori, disoccupati, casalinghe, giovani, anziani, curiosi..A TUTTI, per condividere con voi ogni momento di
crescita, di discussione, di protesta e di proposta su questa città, in cui noi
crediamo si possa e si debba fare ancora molto. Siamo pronti anche agli insulti
se sarà necessario e li accetteremo, consci che poi, dopo la sfuriata, ci si potrà
mettere al tavolo tutti insieme per discutere e risolvere i problemi con
capacità, metodo e condivisione. Senza preclusione alcuna, senza barriere di
credo o di colore politico.
Da Indignati a Tranquilli positivi, con l’aiuto di tutti
voi. Noi faremo così. Voi che fareste?

Gradirei conoscere i motivi per i quali il federalismo fiscale, tanto faticosamente raggiunto e voluto dagli elettori del centro destra (era nel programma della coalizione) dovrebbe essere spazzato via al termine della legislatura.
RispondiEliminaPossibilmente in maniera argomentata, giusto per non dare l'impressione che l'unico motivo sia il non fare prigionieri in caso di vittoria.
Andate blaterando di collaborazione, dialogo e tavoli ai quali sedervi, ma io ho l'impressione che il desiderio di vendetta, sia la vera molla.
Poco importa se non si calcolano minimante i danni che si farebbero ripiombando dieci anni indietro.
Caro Stefano
RispondiEliminaIl federalismo non è il problema, ma, per la miseria, come si fa a non pensare che deve essere preceduto da una riforma organica dello stato. Ma soprattutto non lo si può lasciare in mano ad un Partito che si riunisce a Pontida al grido di "secessione".
É curioso che si venga a parlare di riforme all'unico soggetto che per le riforme (quelle sostanziali) si batte sul serio.
RispondiEliminaLo stesso soggetto con il quale vi siete alleati nemmeno tato tempo fà, caro Vito.
Ma si vede che allora eravate distratti e di Pontida ignoravate l'esistenza.
No sapevamo perfettamente dell' esistenza di Pontida e non mi pare che non abbiamo fatto i dovuti distinguo al federalismo in salsa leghista, ora come allora (questa è storia).
RispondiEliminaParliamoci chiaro, l' idea del Federalismo (di cui avete la partenità e nessuno ve la toglie) non è stata rigettata da nessuno a Destra quanto a Sinistra ma, capirai, che una riforma epocale non può essere calata dall' alto e non discussa seriamente da tutte le forze politiche (una costituente bis???????) anche perchè se non la si accompagna alla riforma del Senato Federale e (parere mio personale) al Presidenzialismo (forme che ne arginano la deriva secessionista)non se ne fa niente e per fare una riforma costituzionale non basta una fiducia artefatta a 316 teste, ce ne vogliono di più.
La Lega, però, ha scelto Berlusconi e chi è artefice del proprio mal pianga se stesso.
La Lega, prima ancora di Berlusconi, ha scelto di governare risp
RispondiEliminattando il mandato degli elettori di centro-destra. A differenza di altri che se ne sono bellamente impippati e hanno cercato di spaccare tutto.
Loro sì che dovranno piangere se stessi.
E se coloro che "se ne sono bellamente impippati e hanno cercato di spaccare tutto" lo hannop fatto perchè, dopo tre anni di Governo, quel mandato non lo stava rispettando più nessuno?
RispondiEliminaNon mi sembra che nel programma elettorale vi fosse un punto nel quale era previsto un salvacondotto per il Presidente del Consiglio, ne', pare ma mi sbaglierò, l' aumento della pressione fiscale, nettampoco di nominare ministri in odore di mafia.
La verità, caro Stefano, è che LA LEGA farebbe ancora a tempo a staccare la spina altrimenti il suo destino è quello di vedersi:
1) affossare il federalismo;
2) colare a picco appresso a Berlusconi.
Guarda i sondaggi...
@Stefano: Ciao, io ho scritto: "Abolire le Provincie e il federalismo fiscale per come oggi viene proposto." Mi sembra chiara e coerente l'espressione "per come viene proposto". Non ho detto che non va bene il federalismo fiscale ma, a ciò che Vito ti ha già scritto e che condivido, aggiungo che i tempi sono cambiati e non di poco e per come veniva proposto 3 anni fa il Federalismo ora si dovrebbero fare delle sostanziali modifiche e, semmai, riproporlo su scala nazionale e non locale (o padana) se per esempio vuoi avere una precisazione. E non mi venire a dire che è proposto per l'Italia intera. Oramai, dati e fatti alla mano, non ci crede più nessuno. Inoltre tale federalismo non si dichiarava propenso alla spesa e allo sperpero di danaro pubblico, come per esempio i Ministeri spostati a Monza. Oppure non credo che prevedesse il costante e continuo efferato ricatto perpetuato da LN verso il Governo (e verso i cittadini italiani tutti) delle quote latte, che tradotto in soldoni vuol dire far spendere all’ITALIA (e non solo al sud o al nord o al centro) ben più di 1 milione di €uro al mese di multa europea. Vedi Stefano credo che si possa discutere sul Federalismo solo se lo si pone su di una base concreta di vantaggi condivisi politicamente da tutti e non solo su di una base poco concreta, ma molto efficace non c’è che dire, di favoritismi personali e locali, intesi come propri iscritti e produttori latte lombardi (e tra l’altro neppure tutti i produttori, ma solo quelli “padani”). Inoltre per entrare nel merito locale riguardante Gorgonzola, anche il programma steso comunemente al Pdl e a tutte le forze di destra (c’ero e lo posso dire), prevedeva ad esempio un “centro commerciale a cielo aperto che valorizzasse la città” ossia alla riqualificazione del centro con la sua storia e il suo commercio, e invece il federalismo, tradotto e applicato così come viene proposto, prevede un centro commerciale fine a se stesso nel C6. E non sto mischiando il sacro col profano. Di altri esempi se ne potrebbero fare a centinaia. Non siamo certamente noi a risolvere il problema? Ma fin quando non si capirà che anche le buone idee possono essere modificate e su queste fare un passo indietro nulla di nuovo, e di buono, si potrà vedere all’orizzonte. Come vedi se ne può discutere in ogni momento.
RispondiEliminaA Vito chiedo cosa gli dia la certezza che l'elettorato di centro-destra abbia apprezzato lo strappo di Fini. Guarda i sondaggi anche tu e poi ne riparliamo.
RispondiEliminaA Stefano invece chiedo: che significa che bisogna riproporre il federalismo su scala nazionale e non locale?
Ed è un "favoritismo locale" lo stabilire che le regioni virtuose vengano premiate? Assurdo.
Così come è assurdo (e anche un pò ridicolo, se mi permetti) accusare la lega di favorire le istanze locali come se fosse una vergogna.
Ce ne facciamo un vanto, caro mio.
Semmai sono Fini, i centristi e una parte del PDL, quelli che hanno una paura fottuta delle riforme, visto che al Sud non saprebbero più come andare a raccattare i voti ottenuti fino a ieri con le clientele.
E pensare che il Sud, quello onesto e che lavora, dovrebbe essere in prima fila a chiedere la riforma federalista per liberarsi dei suoi fardelli. Ma poi chi prende i voti in quelle zone come fa...
Certo che li guardo i sondaggi e considerando che FLI esiste ufficialmente da meno di nove mesi sta per lambire già il 4% ed è in costante crescita da quando Fini ha cominciato a girar l' Italia in lungo e in largo. Voto: può solo crescere.
RispondiEliminaDall' altra parte, evito di sparare sulla Croce Rossa indicando il capitombolo del PDL, la Lega è passata da un quasi 12% ad un meno rassicurante 8,7%, sebbene molti sondaggi (quelli veri chiusi in quelche cassetto - credimi) la diano in caduta libera. Pare che possa bastare a giustificare i malumori della cosidetta "base", immagino che tu ogni tanto ascolti Radio Padania.
Detto questo se non ti irrita troppo vai sul sito del mio partito e troverai cosa dice Fini (a Napoli) del federalismo, capirai da solo che Fini non è un nemico del federalismo ma che ritiene, (per il bene della Nazione intera e non solo di un' entità inesistente quale è la padania) debba essere occasione di sviluppo per tutti e non solo per pochi. Non è peregrina l' ultima frase del tuo ultimo intervento perchè è praticamente speculare a ciò che ha detto Fini a Napoli e, ripeto, a Napoli.
Dopo di chè a Mirabello 2010 Fini argomentò benissimo le ragioni di un' Italia unita facendo presente che "se la grande Germania ha barcollato difronte alla crisi della Gracia, quale fine avrebbe potuto fare la padania?
E poi finiamola con il populismo perchè la Lega senza il Sud sarebbe come Di Pietro senza Berlusconi: senza argomenti.
Il giorno che non avrò più di questi argomenti potrò ritenermi soddisfatto. Fino ad allora me li tengo e li ripropongo. Ciao
RispondiEliminaSpero solo che quel giorno l' Italia sia ancora una, unita, unica (magari federalista) altrimenti quel giorno in cui non avrai più questi argomenti tarderà a venire e parecchio. Sono già pronto a difendere l'Italia (come han fatto i miei antenati sul Carso) fino all' ultimo respiro.
RispondiEliminaVa bene, adesso però ricomponiti, dai... :)
RispondiEliminaMi son ricomposto....
RispondiEliminaSai che sono un sentimentale. Un po' all' antica.
Ciao
Mi era parsa una di quelle trasmissioni...ristrette... noi diamo delle informazioni, dei giudizi, delle opinioni condivisibili oppure no.......niente altro....non c'è chi ci viene a parlare di come la pensiamo...forse perchè noi stiamo sul territorio e gli altri stanno seduti più in alto, la lega è parte di maggioranza, locale e nazionale, dove le note sono positive ma anche negative...grazie
RispondiEliminaMancuso, quando Lei scrive non si capisce mai un tubo. Tra concetti fumosi, punteggiatura assurda e gravi errori di ortografia, capire le sue idee è davvero impresa titanica.
RispondiEliminaSenza offesa, ma la realtà è questa.
Credo che la sostanza della prima parte sia: "io dico quello che mi pare e non mi venite a fare le pulci".
RispondiEliminaE allora chiudete i commenti se non vi interessa il contraddittorio, dico io.
Sulla seconda parte non saprei rispondere perché non ho capito, sinceramente.
Translator,la ringrazio molto per il commento.Da tempo invitiamo tutti, anche le persone come lei che hanno le idee chiare,non hanno concetti fumosi in testa e si esprimono in maniera corretta. Siamo nella nostra sede ogni martedì in via Cavour.
RispondiEliminaMi piacerebbe che il contraddittorio di cui parla Stefano non si svolgesse esclusivamente sul blog.Sono stato chiaro ?
Boh... mi pare curioso pretendere risposte private ad articoli pubblici, ma se così deve essere, per quanto mi riguarda, temo che dovremo rinunciare al contraddittorio.
RispondiEliminaNon credo che avrò la possibilità di passare ogni martedì con la lista delle cose da dire raccolta durante la settimana,
Saluti
Avanti Stefano, non estremizziamo sempre.
RispondiEliminaStiamo solo dicendo che ci piace il confronto all' antica, quando la politica si faceva nelle c.d. "sezioni" di Partito. E' questo che manca alla politica di oggi: il contatto umano. Vogliamo tornare tra la gente perchè la gente ha bisogno di ciò.
Detto questo il blog resta una vetrina in cui poter comunicare le proprie impressioni e le proprie critiche, restando (come tu fai) nel solco della correttezza e dell' educazione. Se non credessimo nelle potenzialità del blog non lo avremmo attivato.