mercoledì 2 novembre 2011

Il vuoto.............

Nell'assenza di punti di riferimento certi, si annidano i pericoli maggiori per una società come la nostra.
Il rischio è di sprofondare nel vuoto, non trovare più quella stabilità sociale che ci permetta di ripartire e ristabilire quelle premesse che ci hanno visti protagonisti sui mercati.
Il malcontento e il risentimento, che trovano le loro ragioni d'essere nell'annientamento del sistema che fa leva sull'antipolitica e sulle promesse mancate, cede di buon grado alla piazza al fine di trovare risposte che da sempre sono rimaste inespresse.
La crisi che affligge l'Europa, il mondo,dalla Grecia, al Portogallo,alla Spagna, all'America, costringe il governo dell'Italia a un rigore straodinario.
Chiedere freddezza e distacco a chi non vede un futuro per sè e per i propri figli non è semplice. E infatti,nell'oceano del malcontento, troviamo chi getta le reti preoccupato delle primarie (PD) chi cerca giustificazioni alla situazione venutasi a creare (PDL). Inutile negarlo: da nord a sud si è messa in moto la macchina del malcontento, del risentimento dell'indignazione.
Berlusconi ha perso la sua faccia tosta, ha perso la brillantezza dei suoi pistolotti a cui non crede più nessuno. E meno male.
Meno male che si rivede il leader d'inizio legislatura, il personaggio che aveva saputo investire in moderazione e professionalità politica, ma perchè un personaggio così attento ha lasciato il paese fermo per così tanto tempo, perchè solo ora è tornato il politico dei fatti e delle parole assennate. La tutela del mandato popolare è il punto decisivo, anche se l'opposizione non decolla e l'affetto della Lega Nord è fondamentale.Certo, la leadership è fatta anche e soprattutto della capacità di adeguarsi, abbassare la soglia di un verticismo senza tradire debolezze.Un bel segnale, ma pur sempre un segnale privo di concretezza e rispetto per gli italiani.
La politica si occupa della politica, ha dimenticato il paese, il futuro delle famiglie e dei giovani. Chi chiede le dimissioni del Cavaliere probabilmente non le vuole, difficile ereditare le riforme e i tagli. La situazione attuale avrebbe un crollo profondo se dovessimo pensare a nuove elezioni in questo momento, distogliendo l'attenzione dai veri problemi del paese.
La situazione attuale richiede fermezza e serietà, bisogna trovare punti d'intesa sui quali lavorare, abbandonare colori e bandiere per riparlare dell'Italia.
D.M

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