mercoledì 2 novembre 2011

Il buon Politico - 1

- Di Stefano Molinelli
In questo fine settimana mi sono imbattuto in un editoriale che ripropongo in forma integrale. Credo che molte riflessioni possano nascere e riportarci ad un pensiero più leggero, profondamente popolare e intaccabile dal tempo: le nostre radici.


Il buon Politico secondo Don Luigi Sturzo.



Il fondatore del Partito Polare Italiano 100 anni fa. Un decalogo di palpitante e straordinaria attualità che dovrebbe far pensare tutti i parlamentari di Camera e Senato, tutti i Politici di carriera e di professione.

“Ad uno Stato accentratore, tendente a limitare e a regolare ogni attività civica e individuale vogliamo sostituire uno Stato popolare che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali – la famiglia, le classi, i Comuni – e che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell’istituto parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il Senato elettivo. Vogliamo un’autonomia comunale, la riforma degli enti provinciali e il decentramento nelle unità regionali”.

Questo sosteneva Don Luigi Sturzo nel 1919 nell’appello ai “Liberi e Forti” del...

Partito Popolare Italiano.  Parole di un’attualità  straordinaria (sebbene siano state pronunciate quasi cent’anni fa) se si pensa al Federalismo, alla riforma elettorale e al principio di sussidiarietà.
Ma non finisce qui, perché nell’accorato messaggio del fondatore del Partito Popolare c’è il chiaro riferimento ai cattolici: “ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, ispirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia”.

Dal momento che oggi la Chiesa non fa politica in proprio, né può affidarsi a chi ne strumentalizza i principi solo per un tornaconto politico, si riapre la questione della testimonianza dei cattolici all’interno dei partiti, con la presa d’atto che, in certi casi, questa “diaspora” nei vari movimenti non ha contribuito a far sentire con incisività la loro voce.
Dopo il 1945, infatti, la DC era il perno del sistema che si opponeva sia alle Destre estreme sia al Partito Comunista. Oggi, invece, si è compreso che, pur esprimendo i propri valori anche a livello bipartisan, tutto – più o meno – finisce lì per gli esponenti cattolici, davanti alla decisione del proprio schieramento. 
(segue 2)..

(S.V., da La Trebbia, settimanale della diocesi di Piacenza – Bobbio, fondato nel 1903)


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