mercoledì 16 febbraio 2011

Proclami, lodi e targhe.

- di Stefano Molinelli

Proclami, lodi, targhe. I risultati sono l’evidente conferma che la mancanza di idee non ha permesso agli amministratori di andare oltre quanto era già stato avviato e proposto dalla giunta Lampertico. Per usare un paradosso affermiamo che a Gorgonzola ha vinto la SX, indossando i panni di un Centro DX portavoce delle opere oggi in essere che il PdL all’opposizione contestava. Ricordiamo un articolo di Walter Baldi del 2007 contro il centro sportivo e altri ancora riferiti alla cementificazione, in particolare della ex via Marconi. Ci ritroviamo con quattro opere costosissime che hanno prosciugato il bilancio anche per i prossimi anni, e che certamente alcune di esse si potevano ridimensionare. Rimane la retorica che poi tanto retorica non è: quella delle buche, dei servizi mancati, delle infrastrutture, di una rete stradale da rivedere, di un centro paese che riqualificasse la città, di uno sviluppo concreto del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e dell’industria che e il PGT vuole collocare altrove, invece di soddisfarne le richieste. Abbiamo tolto risorse ai giovani, prima attraverso dichiarazioni del fare e del dare, poi attraverso smentite perché mancano i soldi. Quel denaro pubblico usato...
per esaltare le volontà di pochi. Ne sono esempio il nuovo cimitero, la doppia ristrutturazione di Palazzo Pirola, persino la chiusura “per risparmio”, dopo oltre 10 anni di sprechi, del comparto industriale che poteva dare buoni frutti,  le feste paesane che così gestite degradano solo i luoghi in cui si svolgono, la scoperta dell’alimentazione, fatto per il quale sono stati spesi dei soldi senza che poi questa Amministrazione sia stata capace a dare continuità a un buon lavoro portando "a casa" un bel niente, visto che oggi Melzo ne ha tratto e ne trarrà beneficio. Solo idee copiate malamente e costose. Per non dire del rimpasto di giunta, programmato da tempo, ed eseguito ad arte "prima repubblica" se non peggio, all’insaputa solo da coloro che lo hanno subito e lo hanno pagato. 
La nota della spesa sarebbe molto lunga, non basta un’intervista. Da sempre abbiamo chiesto un confronto privato e anche pubblico, senza avere risposta.
Vogliamo ribadire che Tradizione e Futuro nasce e cresce “sul territorio” e che siamo stati i promotori di questo modello associativo, che siamo stati i primi a cercare un’unione di principi e intenti, aldilà dei partiti e delle ragioni ideali. E lo siamo stati in tempi ancor lontani dagli attuali “terzo polo” o “nuovo polo per l’Italia”. Ai comuni che andranno alle elezioni, invitiamo ad aderire a questo modello e proporre “Tradizione e Futuro” come una reale alternativa di centro destra capace di raccogliere quei consensi che difficilmente avranno ancora modo di esprimersi con il PdL attuale.
Tradizione e Futuro sarà più dettagliata durante gli incontri che organizzerà con la cittadinanza. 

Nessun commento:

Posta un commento