- di Domenico Mancuso
È quasi un rigetto della domanda, dove non c’è una pronuncia di merito, ma una pronuncia di assorbimento. Abbiamo richiesto riforme e cambiamenti, abbiamo richiesto incontri, confronti liberi e democratici, l’ipotesi della poca dimestichezza al confronto, trova ragioni in un disequilibrio di giunta, che non ci fanno sperare in un percorso culturale / politico di confronto sui fatti, al fine di garantire coerenza decisionale, all’interno di un processo in cui le domande si susseguono , ma le risposte non arrivano. Girano le voci di possibili incontri, di considerazione, di non usare toni forti, come se ad oggi Tradizione e Futuro avesse fatto “la guerra” alle persone. Niente di più falso.
Noi combattiamo le IDEE, solo le idee, che riteniamo migliorabili, discutibili, di una norma di sistema, che solo a margine guarda al domani, senza un vero programma, a sostegno dei giganteschi interventi su cui abbiamo più volte dibattuto. Tutto appartiene alla casualità? Non vogliamo pensare questo, anche se, ci aspettavamo un...
riscontro analitico delle future condizioni di esercizio, utilizzando metodologie di previsione accurate, già oggi se pensiamo al materiale particellare(polveri sottili, emissioni di CO2, emissioni acustiche) sostenibilità e rinnovo delle risorse, concentrazione di traffico, emerge un quadro in cui mancano le modalità prescrittive di informazione e interventi mirati. Parliamo tanto di emissioni, tecnologia sostenibile, eco compatibilità, quando poi gli interventi non tengono conto di questi aspetti. Pensiamo alla concentrazioni di gas di scarico, il lunedì giorno di mercato, ai grossi parcheggi a ridosso della residenza, alla concentrazione di attività dello stesso tipo in una sola via, fonte di posteggi frettolosi, auto con il motore acceso, al degrado lasciato dagli eventi espositivi, al rumore acustico, all’aria pesante, dovuta anche a una mancanza di tutela e incremento del verde, il quale deve essere presente in ogni zona del territorio, e non concentrato in un solo punto, progettare implica la considerazione di tanti aspetti, non basta solo una buona idea.
riscontro analitico delle future condizioni di esercizio, utilizzando metodologie di previsione accurate, già oggi se pensiamo al materiale particellare(polveri sottili, emissioni di CO2, emissioni acustiche) sostenibilità e rinnovo delle risorse, concentrazione di traffico, emerge un quadro in cui mancano le modalità prescrittive di informazione e interventi mirati. Parliamo tanto di emissioni, tecnologia sostenibile, eco compatibilità, quando poi gli interventi non tengono conto di questi aspetti. Pensiamo alla concentrazioni di gas di scarico, il lunedì giorno di mercato, ai grossi parcheggi a ridosso della residenza, alla concentrazione di attività dello stesso tipo in una sola via, fonte di posteggi frettolosi, auto con il motore acceso, al degrado lasciato dagli eventi espositivi, al rumore acustico, all’aria pesante, dovuta anche a una mancanza di tutela e incremento del verde, il quale deve essere presente in ogni zona del territorio, e non concentrato in un solo punto, progettare implica la considerazione di tanti aspetti, non basta solo una buona idea.
Pensate alla banalità delle piste “ciclabili” che a loro volta sono anche pedonali, pensate allo stress di chi le percorre a piedi,(diritto per tutti) dovendo fare attenzione alle biciclette che corrono veloci, come se dovessero gareggiare. L’esempio è banale, ma è solo per far capire che un intervento ha bisogno di essere pensato in ogni suo aspetto. Noi vogliamo una città da vivere, non vogliamo una città da cercare .

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