ANDIAMO: E’ ORA DI REALIZZARE I NOSTRI SOGNI
Da qualche giorno manca un mio scritto su questo blog, è, però, giunto il momento di tirare le somme di questa prima parte dell’ avventura targata TRADIZIONE E FUTURO, ed è giunto anche il momento di “accontentare” quanti ci ritengono “presuntuosi ed incomprensibili”.
La politica mi ha regalato sempre grandi emozioni, ma credo che mai nel mio cuore ci sia stata un’emozione forte come quella che provo ora, a pochi giorni dall’ apertura della nostra Sede, coronamento di un lavoro iniziato tanto tempo fa e che comincia a dare dei frutti.
Da qualche giorno manca un mio scritto su questo blog, è, però, giunto il momento di tirare le somme di questa prima parte dell’ avventura targata TRADIZIONE E FUTURO, ed è giunto anche il momento di “accontentare” quanti ci ritengono “presuntuosi ed incomprensibili”.
La politica mi ha regalato sempre grandi emozioni, ma credo che mai nel mio cuore ci sia stata un’emozione forte come quella che provo ora, a pochi giorni dall’ apertura della nostra Sede, coronamento di un lavoro iniziato tanto tempo fa e che comincia a dare dei frutti.
Non è stato un inizio facile: gravi e brutali aggressioni al dissenso tese ad annullare ogni forma di diversità ci hanno costretto a difenderci e ad alzare i toni, costringendoci anche a perdere un po’ (poca però) di attenzione rispetto ai problemi della nostra amata città; problemi ai quali vorremmo dare una soluzione, questo è il nostro ambizioso obiettivo..
Ho incontrato qualcuno che mi ha detto: “chi te lo ha fatto fare?”. Ho risposto che...
volevo ridare alla politica ed alla nostra Città quella passione e quell’ attenzione che merita, perdute oramai da troppo tempo. Qualche solone della politica mi ha additato come “cambia casacca da competizione” (dove avrà letto il mio curriculum non lo so), e qualche altro ha fatto una profonda, quanto “utile”, analisi sull’ etimologia del nome della nostra associazione “TRADIZIONE E FUTURO”, come se non lo avessimo già fatto noi ancor prima di decidere di chiamarci così, ma quando piace “un nome, un’idea e un percorso” non mi interessa se altri lo hanno già utilizzato per mille e mille motivi. Per me, e per noi, TF è Gorgonzola, è rinnovamento, è riformismo, culturale, liberale, sociale e cattolico. Punto.
Io invece n
La più grande soddisfazione è stata quella di rendermi conto che ci sono per davvero tanti concittadini convinti che la ragione prima della politica, sia garantire l ‘interesse generale e non l’ interesse di una parte;
ci sono per davvero tanti concittadini che non capiscono perché la politica anziché lavorare per unire, lavori per dividere, per alzare gli steccati, per determinare scontri.
Qui c’è il tentativo difficile ma doveroso di non disperdere questo nostro sogno. Dobbiamo dare risposte alle tante donne e ai tanti uomini che nutrono fastidio per la politica di certi personaggi pirandelliani.
Ho parlato con tante persone che ci dicono di andare avanti, di non difendere solo le nostre buone ragioni ma i principi originari, autentici della nostra esistenza….
Il passo è stato fatto.
Ragazzi.
Non si rientra o ritorna in ciò che non c’è più, si va avanti con le nostre idee, il nostro impegno, la nostra elaborazione politica.
DA ORA IN AVANTI NON CI RITIREREMO IN CONVENTO NE’ ERREREMO RAMINGHI IN ATTESA DEL PERDONO DI QUALCUNO.
Reagiremo a tutti gli ostracismi che subiremo e, se reagiamo come chi va per la sua strada, i nostri “amici” metteranno da parte l’ ostracismo, anche perché non ci fermiamo.
Ed è’ inutile che dicano “facciano quello che vogliono” perché lo faremo.
Chiediamo ad nostri ragazzi e ragazze e a quelli che si vorranno unire a noi un rinnovato impegno e, quando dico andiamo avanti e non ci fermiamo, lo dico anche perché in queste settimane abbiamo visto come siano i più giovani a dirci “provateci, non vi fermate, siamo con voi”.
I giovani, malgrado tutto, vogliono ancora credere in una politica capace di costruire il loro futuro, di libertà.
E la prima libertà sarà metterli nella condizione di far vedere ciò di cui sono capaci. Questa sarà la rivoluzione meritocratica.
E’ doveroso chiedersi visto che la società è profondamente cambiata se la politica deve essere rivolta verso quelle categorie tradizionalmente più deboli, se è il momento o no di investire su quelle famiglie che rimangono (che vogliono rimanere) a vivere nel nostro Comune pur non avendo i quattrini per acquistare “reggie faraoniche”, su quegli imprenditori che vogliono investire in Gorgonzola e quindi: sull’ innovazione, sulla promozione del turismo, sulle vie dell’ acqua, sull’ EXPO, sulla cultura del cibo. Investire sulla salvaguardia del verde, sul “no” secco ad ogni forma di cementificazione selvaggia, su una politica della casa che miri a mettere tutti nella condizione di avere un tetto sopra la testa e non i soliti noti nella condizione di diventare sempre più ricchi, sui nuovi poveri, sui servizi sociali e ricreativi, sui bambini, sulle scuole, e potrei andare avanti ad elencare le aree da dirimere. Ma non basta esaminarle: sapremo anche dare le nostre soluzioni, e lo faremo prima di quanto qualche “malfidente” possa pensare.
Facciamolo, dunque, cercando di coinvolgere anche le altre forze politiche, se hanno delle idee, per capire anche se il concetto di interesse comune ha fatto breccia pure da quelle parti.
Diamo vita ad una politica che sia capace di uno scatto di orgoglio, di uno scatto di reni, in nome di ciò che è giusto, non di ciò che è utile.
Bisogna buttare il cuore oltre l’ ostacolo, bisogna dare un senso alla politica e bisogna farlo nel nome delle nostre idee e della nostra concezione politica.
Tenendo bene a mente che fin da più piccoli ci piaceva dire, che se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui.
Avanti con un futuro di rinnovamento, di coerenza e di Libertà.
Un abbraccio , Vito De Santis

Nessun commento:
Posta un commento