L’idea di città di TF.
Cercheremo di dare alcune indicazioni di massima, raggruppate in ciò che TF definisce ” maggior vivibilità”. Abbiamo affrontato più volte temi legati alla pianificazione e agli squilibri territoriali. Questi fatti hanno spesso dimostrato la debolezza dei pubblici poteri nei confronti del meccanismo della rendita fondiaria, non meno illuminanti sono le vicende della pianificazione urbanistica. Ci sono legislature che risalgono al 1942 e che male si adattano alla contemporaneità sociale, lasciando interamente ai comuni la facoltà di attribuire destinazioni d’uso a porzioni del territorio che andrebbe tutelato (zone a verde, agricole paesaggistiche, rispetto degli standard, servizi, infrastrutture). Recupero, consolidamento, identità e immagine. Da sempre il problema dei poteri pubblici è stato quello di lasciare l’impronta del loro percorso trascurando i bisogni veri. L’illusione delle grandi dimensioni e dei grandi numeri ci riporta agli anni ’50 mentre oggi viviamo l’anno 2012 e siamo ancora alla ricerca di quel mirabile equilibrio e quella naturale compensazione fra tessuto ed emergenza, fra la casa di ognuno e la cattedrale di tutti. Gorgonzola si rispecchia nei suoi tecnici, nelle consulenze prive di razionalità funzionale e visiva degli spazi, nei politici che sperimentano idee personali senza considerare necessità e attitudini del territorio dato loro in gestione (il famoso comodato di cui avevamo già parlato). Gorgonzola e il centro città. Spazio aperto ridisegnato attraverso il vecchio tracciato della piazza Tradizionale. Differenziare gli elementi che devono richiamare il loro utilizzo; la piazza, la strada, il marciapiede, l’arredo urbano. Punti fissi da cui si sviluppa il percorso cittadino dei servizi, infrastrutture, viabilità, qualità dei negozi, chiusura centro. Da via Cavour a vicolo Corridoni fino a palazzo Pirola deve prevalere l’armonia degli elementi, del percorso pedonale e luoghi di relazioni sociali che farebbero da contorno al commercio, il quale dovrebbe rinnovarsi nella qualità, nella tipologia e nel recupero delle facciate (ci sono sovvenzioni regionali). Il comune. TF non lo avrebbe ampliato (costo elevato, maggiorazione di circa 2/3 milioni di Euro rispetto alla cifra iniziale) lo avrebbe venduto o affittato (rendita rinnovabile), trovando un’altra soluzione fra le tante possibili sul territorio; dal recupero di villa Serbelloni, col suo giardino e la sua tipologia da recuperare interamente nella facciata. Possibilità di ampliamento e cambio di destinazione d’uso del centro intergenerazionale che secondo noi è da ripensare e ricollocare. Edilizia residenziale. L’aumento della residenza non significa soltanto lo spostamento fisico di persone da un posto all’altro, o da una città all’altra, comporta un cambiamento dei bisogni e dei servizi, pertanto un mutamento del territorio di cui bisogna tenere conto, che non si definisce solo sulla base delle maggiori entrate perché più numerosi sono i contribuenti (troppo facile).Recupero e riqualificazione attenta ai parametri della paesaggistica, tipologie integrate con l’esistente, minori volumetrie, incremento delle % (standard) di verde rispetto al costruito, Verifica dell’ideologia del risanamento, della ristrutturazione, della riqualificazione in termini di destinazione d’uso dell’esistente, non tramite e per mezzo dell’abbattimento o della vendita. Incremento di edilizia convenzionata in accordo con gli operatori e le parti sociali. Centro sportivo. Gorgonzola possiede tanti piccoli centri sportivi. Non essendo favorevoli alle strutture imponenti e difficili da gestire economicamente. TF, ritiene possibile il recupero e la riqualificazione dei centri presenti nei quartieri, anche attraverso il contributo degli utenti e la gestione di privati in cui il comune sarebbe parte interessata. Il centro sportivo di via Toscana avrebbe potuto accogliere il palazzetto, campi da tennis, percorsi per il golf, piscina, palestra, centro benessere e ristorante con gestione privata ma sempre partecipata da parte del comune, campi da calcetto, pista per atletica, spazi aperti attrezzati , un campus da vivere ogni giorno come spazio collettivo(pubblico privato) Non ci avremmo portato nessuna scuola o asilo (basta ristrutturare quelle che abbiamo, senza creare problemi alle famiglie, neppure la congestione del traffico in alcune ore del giorno),interessante portarci strutture per le varie discipline a gestione pubblico privato., Il campo da calcio di via Milano avrebbe giovato degli spazi lasciati liberi dai campi da tennis al fine di essere ristrutturato e ampliato anche negli spalti che già esistono (pubblico privato). IL C6. Per il C6 l’integrazione con la città prima di tutto. Non vogliamo la città nella città. L’attenzione a questo enorme progetto che in un certo senso determina una parte del perimetro di Gorgonzola avrebbe accolto un grosso polmone a verde attrezzato, con percorsi, punti di sosta, campi da golf, tennis, calcetto, ristoro, hotel ecc. (richiamo di utenza medio alto), un ruolo importante per le infrastrutture e i servizi mancanti in zona, ad esempio : un campus, poliambulatori, un cinema teatro, residenza mista, piccolo terziario, una grossa piazza aperta, rivolta verso la città (Gorgonzola) a conferma della continuità tra vecchio e nuovo evitando una chiusura divisoria di classe. Massima attenzione ad unificare un processo urbano capace di conciliare quei valori di centralità posizionali senza subirne il fascino o le scelte dell’operatore pubblico o privato.. E’ noto, come in opere di urbanizzazione molto ampie la tendenza sia quella di far assumere ai nuovi complessi un ruolo di centralità e autonomia che riteniamo inappropriato data la morfologia di Gorgonzola. La tendenza dell’urbanistica è oggi legata alla centralità ma allo stesso tempo all’autonomia dei quartieri che devono essere riqualificati attraverso il recupero dei loro spazi ma senza essere allontanati dal nucleo centrale. Una sorta di anello che racchiuda in modo logico un percorso continuo. CI piace pensare a una città con tante piccole piazze, se osservate, spesso ci sono luoghi naturali, che aspettano solo di essere attrezzati. Ci piace pensare a tanti piccoli spazi di verde, cui basterebbe qualche panchina e una migliore piantumazione(conifere sempre verdi), per essere vissuti da un libro, una mamma, un nonno o i tanti ragazzi legati ai portici delle case e ai marciapiedi. Ci piacerebbe vedere palazzo Pirola custode di mostre, eventi culturali che richiamano gli addetti ai lavori della carta stampata, della televisione. Una piazza attrezzata per eventi all’aperto(dove sono i progettisti?) al fine di armonizzare la facciata con le strutture mobili esterne. Ci piacerebbe sapere di un accordo con l’operatore per ridare centralità al comparto di via Don Cazzaniga, riqualificando e riprogettando gli spazi aperti, riportando quel verde dimenticato sulla carta e la rivisitazione delle due piazze/fontane per niente vivibili inquanto prive di arredo, di verde e zone d’ombra. CI piacerebbe il ritorno di un comparto industriale che si occupasse di nuove locazioni e insediamenti produttivi, ma che tutelasse il terziario presente a Gorgonzola tra le vie Trieste, via Trento, compreso il quartiere Bezzi. Una profonda riqualificazione delle tipologie e dell’assetto urbano. Oggi gli operatori si interessano all’area in virtù di un cambio di destinazione d’uso che vorrebbero in residenziale. Noi privilegiamo le famiglie e l’occupazione. Questa è una zona dove le attività sono ben integrate con il tessuto esistente, non inquinano e danno lavoro a molte persone. Il bene per una cittadina prossima ai 20.000 abitanti è quello di incrementare il commercio e il terziario, creando opportunità per i giovani che attraverso convenzioni fra le parti potrebbero trovare occupazione, apprendere un mestiere. Ci piacerebbe pensare alle proprietà e alle partecipazioni del comune come impresa, un comune che dialoga col cittadino, lo coinvolge lo rende partecipe delle iniziative alle quali può partecipare anche attraverso piccole tassazioni in cambio di un servizio migliore. Alla riconversione di aree da gestire col privato, ad affitti agevolati per i giovani che potrebbero usufruire delle proprietà del comune che invece vende per incamerare grosse cifre da spendere nei piani d’intervento. Ci piacerebbe una Gorgonzola ricca delle tradizioni vere, capace di invogliare le persone alla scoperta e alla valorizzazione della cultura dei propri prodotti, dei sapori, capace di mantenere e riconvertire aree da destinare all’agricoltura, alla produzione dei prodotti del territorio( anche per questo ci sono sovvenzioni della comunità Europea). Porre l’attenzione sulla fiera è un dovere. La fiera va ripensata, va estesa a tutti i quartieri, ognuno con i suoi sapori e i suoi colori. Il centro ripensato deve restare libero per accogliere i visitatori che vogliono sostare in un bar, guardare le vetrine, passeggiare e sostare all’interno di una piazza attrezzata del suo arredo nel contorno di un centro pedonale in armonia con eventi culturali. Devono tornare gli allevatori, i produttori dei sapori tipici delle regioni. La fiera non può essere più vista come il mercato del lunedì. Una fiera che sia di richiamo non solo per i nostri confinanti, ma che attraverso iniziative mirate richiami anche quella parte di cultura che è interessata all’arte contemporanea, all’antiquariato che conta, alle iniziative sociali ecc.
Alcuni esempi significativi che secondo il nostro umile parere potrebbero cambiare il volto della nostra città che merita di essere recuperata e migliorata nella sua attuale morfologia. La tipologia di un vissuto deve trovare l’armonia di un percorso di continuità con la città nuova, senza estremizzare quella contemporaneità dei nuovi quartieri calati sul territorio come fossero dei satelliti. Oggi, bisogna fare i conti con i bilanci, con la crisi protagonista indiscussa di questi ultimi anni, bisogna essere cauti nelle spese e far quadrare i conti che devono guardare alle priorità e non agli eccessi di spesa. Gli anni futuri saranno difficili, saranno anni impopolari per coloro che dovranno attuare manovre per quadrare i conti. La nostra amministrazione vive del controsenso di un bilancio in cui mancano un milione di euro, quindi propensa ad aumentare le tasse per quadrare il bilancio, poi firma l’accordo per il C6 con entrate iniziali pari a circa due milioni di euro. Qualcuno ci vuole spiegare?

Ci sono cose interessanti, altre che andrebbero approfondite.
RispondiEliminaLa continuità di queste grandi opere non può essere stravolta. Una eventuale nuova amministrazione dovrà comunque gestire e portare a termine ciò che è in corso. Mi sbaglio?
Sarà utile consultare le voci di bilancio.
RispondiEliminaScusate questi sono progetti che sono in corso o in via di definizione, ora voi o altri non ci potete fare niente.
RispondiEliminaLa facoltà di modificare o aggiustare il tiro non dipende da voi. Voi fate delle supposizioni, delle proposte che possono anche essere interessanti, ma rimarranno proposte.
grazie
Aldo e anonimo: "tutti sanno che una cosa è impossibile da fare, poi arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa." (Albert Einstein)
RispondiEliminaDe Santis, citare Einstein non cambia le cose, vi mortifica dato che le proposte rimangono tali mentre il merito è di chi le realizza. Voi avete scritto e detto tanto, avete fatto tante proposte però, siete rimasti sul territorio non vi ha chiamati nessuno a dare vita alle vostre idee. Avete il merito di aver contrastato chi governa.
RispondiEliminaOra se non anticipate gli altri dicendo cosa volete fare da grandi perdete l'opportunità di valutare i movimenti che già sono in cammino.
Buon giorno.
RispondiEliminaLa vostra idea di città la trovo buona, la giusta dimensione del cittadino medio.
Tornando alla questione su cui spesso si articolano gli interventi; quanti sono gli scontenti del Pdl? Chi potrebbe staccarsi? Il Sindaco si ricandida? Il Vicesindaco come si muoverà? La lega ha un suo candidato? Le liste civiche di Di Cara- Faenza e non solo cosa faranno? Quanti saranno i gruppi del Centro Destra? Non parliamo della Sinistra che farà i suoi movimenti. Vallese non si sente, il PD che oggi si ritiene una forza moderata cosa farà? Come vedete tante domande, tanta gente che scende in campo. Condivido Aldo nel dirvi di fare presto.
Cari amici, non ho parlato dell'eterno dilemma delle alleanze.
RispondiEliminaLo scopo era solo dare alcune indicazioni di come noi di TF vediamo un possibile sviluppo rispetto alle proposte fatte o già in cantiere. Come possiamo notare i tanti denigratori fra nomignoli e anonimato che si divertono a sparare sentenze gratuite sono spariti.
La presenza di certi individui su questo blog è il solo intento di offendere, screditare senza mai accettare un dialogo, un pò l'esempio della nostra amministrazione, che a posto dei risultati ottenuti poco si preoccupa del resto. Avete letto i giornali, avete visto la qualità della comunicazione, di quali sono gli interessi odierni e futuri. Cosa dire? Accodiamoci e aspettiamo le feste della primavera, anche se l'aria è molto pesante. grazie a voi e come sempre mi congratulo con i sapientoni assoldati solo per essere contrari e favorevoli a una politica che non dice più niente tanto tutto è diventato noioso.
In ogni città della Martesana succede che l'interesse è legato al pettegolezzo, alla rissa verbale, alla curiosità.
RispondiEliminaStupirsi che i politici facciano finta di niente non fa notizia, farebbe notizia il contrario. Chi si trova ad avere la pancia piena sonnacchia sulla poltrona.
Aldo
RispondiEliminaLe daremo soddisfazione, stiamo redigendo il programma, un programma vero sul quale, e solo su quello non sulle alleanze e roba varia, sarete chiamati a giudicarci.
Non il libro dei sogni ma una serie precisa di provvedimenti sul decoro urbano, sull' emergenza abitativa, sul commercio, l' agricoltura, l' industria, l' artigianato, i giovani, le grandi opere da (ahime') completare e nuove idee in merito, innovative e redditizie, mai e poi mai fini a se stesse. Vedremo se saprete giudicarci per le idee e non per le alleanze.
vi giudicheremo per le idee ma anche se, pur di avere una seggiola, finirete per allearvi con chi adesso accusate di aver governato poco e male.
RispondiEliminala coerenza non è un vestitino che si mette e si toglie a seconda delle occasioni, cari ragazzi.
staremo a vedere e giudicheremo tutto.
Il giudizio è dato dall'oggettività di ciò che tutti possono vedere.
EliminaNon abbiamo la presunzione di candidarci e vincere, saremmo solo degli sciocchi.
Possiamo dire la nostra attraverso le nostre proposte, attraverso il percorso passato e quello che deve venire. Nessuno può nascondere che abbiamo risollevato temi e comportamenti da parte di questa amministrazione che altrimenti sarebbero passati in sordina. abbiamo richiamato l'attenzione del cittadino, abbiamo fatto proposte secondo noi valide, degne di essere messe su un tavolo e discusse. Non è stato e non sarà così? Pazienza noi continuiamo consapevoli che i conti si faranno alla fine del percorso. La coerenza deve portare al confronto, anche con chi oggi ci snobba o crede di farlo a causa di posizioni privilegiate. Staremo a vedere, noi non dobbiamo rispondere a nessuno, non siamo vincolati da nessuno, non dobbiamo favori a nessuno. abbiamo già sottolineato il ritardo di coloro che vorrebbero metterci il cerotto alla bocca. Ci sono principi che vanno oltre il risultato.
Le seggiole non sono l'obbiettivo finale del programma che ci caratterizza, inoltre possiamo VANTARE che un componente dell'associazione ne lasciò una proprio per la COERENZA di pensiero. Sicuramente per amministrare servono le poltrone. A Noi basta anche uno sgabello.
EliminaAnche coloro che le scrivono contro apprezzano la sua coerenza e la capacità di non nascondersi dietro a un dito. Ora diranno che mi ha offerto il caffè. Il suo modo di affrontare le cose non è certo quello di un politico, neppure di colui che sorvola su ciò che non condivide. Non trovare un accordo per tempo non le permetterà di farlo dopo, dopo non la vorrà nessuno dato che lei è conosciuto come il rompi uova.
RispondiEliminagrazie
L'unica vera opposizione è la vostra, solo voi potete ideare la città sul modello urbano dell'uomo moderno che trasfonde la peculiarità del nuovo con la sintomatologia tradizionale e avveniristica, in grado di modificare lo sviluppo della mente in maniera armonica facendo in modo che il decoro urbano non rappresenti un sasso al piede ma un elemento ossidabile di arte novella, sia tipica che peculiare. Continuate così, e le soddisfazioni arriveranno molto presto.
RispondiEliminaBello, molto bello il giro di parole. Forse è meglio un sasso al piede che un elemento che si ossida.Come dare dell'imbecille facendo il finto tonto.
EliminaSi lubrifichi altrimenti con l'umido del naviglio la possibilità di ossidarsi può aumentare.
Grazie per il suo intervento
Noi crediamo che la domanda sociale di maggior vivibilità delle aree, esprime un'aspettativa, forse generica per l'amministrazione, ma certo sentita di modificazione dei modi di vita dell'uso del territorio da parte del cittadino.
RispondiEliminaNoi abbiamo espresso delle idee, non la presunzione di essere portatori dell'idea dell'uovo sodo.
Le forme consolidate di qualità urbana innescano differenti valenze rispetto alle condizioni dei servizi e degli elementi che ne fanno parte. Le condizioni abitative, gli spazi, l'arredo, il recupero e l'identità degli elementi come fatto prioritario di un progetto aderente ai problemi posti come obiettivo del vivere la città.
La soddisfazione, piccola forse, ma significativa è quella di aver riportato nel bene e nel male un confronto politico che è venuto a mancare da parte dell'opposizione presente sul territorio. Non viviamo di illusioni, siamo consapevoli di non avere una storia lontana come TF, nata solo da un anno. Abbiamo la storia che cammina con ogni uomo. Il resto è solo un gioco, il tempo dello scherzo è finito.
La convinzione che si fosse ritrovato il senso civile del dialogo mi era piaciuto.
RispondiEliminaVedo, anzi leggo che gli inbecilli sono sempre in giro.
Complimenti signor Claudio per le sue stravaganze.
I bambini fanno merenda e non fanno considerazioni illegibili firmate Claudio.
RispondiEliminaPossibile che non sapete accettare il confronto senza cadere nel ridicolo. Ci sono tante cose che non condivido di TF, però non mi permetto di scivolare così in basso.
Vergognatevi se di Destra/Sinistra o di centro. Diventiamo adulti, i miei bambini ragionano meglio.
Scusate
La ringraziamo per il suo commento condivisibile da parte nostra, continui a seguirci.
EliminaGrazie per l'intervento, queste persone si commentano da sole manon conosco la vergogna.
RispondiEliminaun saluto